Le intolleranze alimentari non sono una leggenda, ma hanno ispirato tante bufale alimentari, senza contare quelle che le correlano con altri problemi di salute, come l’obesità. Così non è raro incappare in Rete in siti e articoli che annunciano presunti test in grado di individuarle. Esaminiamo i quattro più diffusi in Rete, spiegando per quale motivo sono infondati. Esiste già un metodo infallibile per scoprire se si soffre di intolleranze alimentari: consultare il medico e farsi raccomandare uno specialista. Si fa presto infatti a cadere nella confusione più totale. Occorre per esempio distinguere le “allergie”, che dipendono da reazioni immunologiche avverse a determinate proteine, dalle “intolleranze” che invece sono dovute a carenze enzimatiche, le quali rendono difficile la digestione di determinati alimenti. Fare ricerche con Google non aiuterà a renderci più facile distinguere tra i due disturbi, a cui dobbiamo far fronte in maniera diversa e con diversi metodi di diagnosi.

Kinesiologia applicata e Dria test

Il test Dria viene proposto da chi diffonde la “medicina fai da te” meglio nota come “Kinesiologia applicata”, non fatevi ingannare dall’assonanza col termine “Chinesiologia”, la quale è una reale disciplina medica dedicata allo studio del corpo umano in movimento. Per farci un’idea ci basta citare un estratto preso dai tanti slogan che circolano per promuovere la Kinesiologia:

E' una tecnica collaudatissima, finalmente riconosciuta e validata anche in alcune Università americane, che prescinde assolutamente (ci teniamo a sottolinearlo) da capacità o facoltà particolari dell’operatore, e che dunque può essere appresa ed attuata da chiunque, purché adeguatamente istruito.

Se per “collaudatissima” si intende “fondata su basi scientifiche” allora non ci siamo proprio. Per farci un’idea è sufficiente esaminare la fondatezza del test Dria sulle intolleranze alimentari. Il paziente viene fatto sedere su un sedile con la caviglia legata a una cinghia. La trazione che il paziente esercita su di essa viene misurata con un dinamometro. Durante il test vengono somministrate per via sub-linguale – o mediante la mucosa nasale – delle diluizioni s‎tandard di sostanze sospette. Tutta la Kinesiologia si fonda infatti sull’assunto che la risposta muscolare del Sistema nervoso possa indicare determinate patologie. Si tratta insomma di un insieme di tecniche diagnostiche. Gli studi condotti in doppio cieco mediante sostanze placebo, hanno verificato senza ombra di dubbio l’infondatezza della Kinesiologia applicata e dei suoi test.

Vega test, intolleranze e meccanica quantistica

Molto in voga nel mondo della Naturopatia, il Vega test promette di diagnosticare eventuali intolleranze alimentari con la meccanica quantistica. Mediante un apparecchio elettronico si dovrebbe mettere in comunicazione l’organismo con un cavo elettrico, una estremità (elettrodo) viene collegata all’apparecchio, l’altra sulla cute. In uno specifico alloggio dello strumento vengono predisposte delle fiale contenenti un liquido in soluzione, questo varia a seconda dei casi. In questo modo il Vega test effettuerebbe misurazioni “bioenergetiche”, tali da farci capire che genere di intolleranze ha il paziente. Potremmo chiuderla qui armandoci di buonsenso, visto che la meccanica quantistica non c’entra niente con le diagnosi mediche. Tuttavia è doveroso ricordare che nessuno studio certifica l’efficacia di questo genere di test. Del caso si occupò nel 2003 anche la Bbc. Esistono studi scientifici già dal 1991 che attestano l’infondatezza del Vega test, come quello pubblicato sul Medical Journal of Australia.

Il test Vega (il metodo di prova Vega) è un metodo non ortodosso per diagnosticare malattie allergiche e di altro tipo. Non ha basi scientifiche consolidate e non ci sono prove controllate a sostegno della sua utilità. Il test Vega può portare a cure e costi inappropriati per il paziente e la comunità.

Alcat test, buon sangue a volte “mente”

Alcat sta per “antigen leukocyte cellular antibody test”, chi lo promuove gioca innanzitutto sulla confusione già menzionata tra intolleranze e allergie. Già questo dovrebbe bastare a farci storcere il naso, ma anche se utilizzato per individuare delle allergie non dimostra affidabilità. Il test si basa sul mettere in contatto il sangue del paziente con diverse sostanze alimentari, al fine di individuare gli allergeni alimentari. Questi allergeni indurrebbero modificazioni nel numero di leucociti, cellule del sistema immunitario. Il massimo della popolarità di questo test è stato raggiunto per la diagnosi della celiachia, una infiammazione cronica dell’intestino tenue scatenata dal consumo di alimenti contenenti glutine. E’ stata pubblicata una revisione critica sull’Alcat test, concludendo che "il sistema di test Alcat si basa per il momento su affermazioni non dimostrate che mancano di prove scientifiche e cliniche sulla sua efficacia".

Eav test, intolleranze e agopuntura

La sigla Eav sta per “elettro-agopuntura secondo Voll”, è stato ideato infatti da Richard Voll, noto per aver assegnato a ogni punto dell’agopuntura classica un organo specifico. Durante un certo intervallo di tempo viene misurata la risposta ad uno stimolo elettrico, rilasciato mediante un puntale, questo viene tenuto a contatto con un punto previsto dall’agopuntura, situato sulla prima falange del dito indice. Durante il test il paziente deve tenere in mano un elettrodo, che chiude il circuito. Le variazioni elettriche misurate mentre si è a contatto con degli alimenti dovrebbe dimostrare la presenza o meno di intolleranze. Tutto si fonda sui principi dell’agopuntura – altra pseudoscienza – e non meglio precisati collegamenti con gli stimoli elettrici.