Più vecchia delle piramidi egizie o del complesso megalitico di Stonehenge e nonostante sia stata fatta in un materiale che resiste molto meno al tempo rispetto alla pietra: il suo nome è idolo di Shigir ed è una statua in legno, sicuramente molto bella a vedersi, probabilmente molto antica anche se su questo dato non c'è certezza.

Dai monti Urali

L’idolo di Shigir è oggi accuratamente custodito presso il museo Historic Exhibition di Yekaterinburg, in Russia; venne alla luce nel 1894 in un’area del versante orientale degli Urali da una palude di torba dove, a quattro metri di profondità, si era conservato come in una sorta di capsula del tempo.

Inizialmente vennero estratti diversi frammenti che, poi, furono ricombinati fino a ricostruire un simulacro dall'altezza di 2.80 metri; in seguito venne proposta un’integrazione che la portò a “crescere” in altezza fino a superare i cinque metri, grazie ad altri frammenti che, tuttavia, sparirono in buona parte durante il periodo rivoluzionario. Di questo assetto, risalente al 1914, restano alcuni disegni.

Disegni e ornamenti

Oggi l’integrità della statua viene garantita da una teca di cristallo nella quale è presente del gas inerte; è così esposta al pubblico che può ammirare questo singolare volto con occhi, naso, bocca e con un corpo rettangolare. La sua superficie è decorata con linee orizzontali al livello del torace – quasi come un disegno delle costole – e con altri segni che percorrono tutto il corpo, principalmente linee a zig zag che, in alcuni punti, sembrano E proprio su questi motivi sono fiorite una serie di tesi pseudoscientifiche che in essi hanno voluto leggere un antico codice cifrato: per la verità non esistono pubblicazioni scientifiche sull'argomento né tanto meno esiste una opinione unica relativamente all'età della statua.

Una nuova datazione? Forse…

Indagini condotte alla fine degli anni ’90 con il metodo del radiocarbonio avevano portato gli esperti dell'Accademia della Scienze russa a concludere che la statua avesse 9.500 anni di età: ma adesso nuove analisi condotte su sette pezzettini di legno, grazie alla spettrometria di massa con acceleratore, sembrerebbero portare ancora indietro la data di fabbricazione, stabilendo che l’idolo fu ricavato da un tronco di larice (tagliato 150 anni prima) e lavorato con delle pietre circa 11.000 anni fa.

La notizia della nuova datazione è  stata annunciata in una conferenza stampa tenutasi a Yekaterinburg ed è stata riportata in un articolo del giornale russo Siberian Times nel quale, con una certa soddisfazione, viene sottolineato che il lavoro degli scienziati tedeschi spazza via qualunque dubbio sulla effettiva antichità della statua (il che suona un po' curioso). In realtà nello stesso articolo si parla di un contenzioso aperto tra il ministero della cultura russo e gli esperti tedeschi che hanno lavorato sulla statua: secondo le autorità, infatti, non sarebbero stati comunicati adeguatamente i metodi utilizzati agli addetti del museo. Insomma, evidentemente è lecito procedere con una certa cautela sull'argomento, per evitare di prestare il fianco a eventuali rivendicazioni pseudoscientifiche.

[In apertura: Immagine via Wikipedia]