Come venne al regista l idea di un film in cui gli uccelli attaccavano gli esseri umani, Complici furono, sicuramente, il racconto di Daphne Du Maurier ed una strana moria di volatili che nel 1961 colpì la California.

Il 2012 è iniziato da pochi giorni e già c'è chi urla all'apocalisse, guardando ad avvisi in arrivo dal cielo o dalla terra; tra i «segnali», o presunti tali, che maggiormente destano la curiosità e l'interesse dei più affezionati sostenitori delle teorie catastrofiste (basate su una fantomatica profezia contenuta in alcune iscrizioni maya di dubbia interpretazione), certamente la moria degli uccelli non può che attirare in maniera particolare. E, a confermare i più neri presagi, il capodanno ha visto una pioggia di 5000 volatili cadere sulla cittadina di Beebe in Arkansas, su cui, al momento, si stanno conducendo ricerche, analisi ed indagini.

In verità, casi del genere accadono non troppo raramente e sono stati registrati in tutte le epoche, fin dall'antichità; per ogni specifica circostanza le cause scientifiche possono essere diverse, dal virus, all'avvelenamento accidentale, dall'inquinamento, alla paura per i fuochi d'artificio. Ben lungi dall'essere l'avvertimento per la imminente fine del mondo, la moria degli uccelli sollecitò l'attenzione anche del «mago del brivido» Alfred Hitchcock, certamente non per eventuali significati apocalittici legati al fenomeno, ma senza dubbio per la «spettacolarità» che un evento del genere poteva ricreare, una volta impresso sulla pellicola cinematografica.

Nacque così uno dei film che maggiormente ha contribuito a rendere immortale il genio ed il talento del maestro: ispirato al racconto omonimo della scrittrice britannica Daphne Du Maurier, l'idea di girare Gli Uccelli venne ad Hitchcock dopo essere venuto a conoscenza di una strana ed inquietante moria che si stava verificando in California nell'estate del 1961, seguita ad un episodio assai simile accaduto durante l'anno precedente. Interi stormi precipitarono dal cielo sulla popolazione atterrita, uccisi da un male di cui, fino a poco tempo fa, si ignorava l'origine.

Come venne al regista l'idea di un film in cui gli uccelli attaccavano gli esseri umani Complici furono, sicuramente, il racconto di Daphne Du Maurier ed una strana moria di volatili che nel 1961 colpì la California.

Un gruppo di ricercatori statunitensi, guidati da Sibel Bargu dell'Università della Louisiana, ha voluto approfondire le ragioni dell'oscura vicenda, indagando le ragioni di quella emergenza ambientale che colpì le coste settentrionali della Baia di Monterey; molti anni dopo, nel 1991, nella medesima area circostanze assai simili portarono alla morte di moltissimi pellicani che caddero al suolo, dopo aver volato disorientati in seguito ad un avvelenamento di massa.

In quel caso, agli scienziati fu chiaro da subito che la responsabilità della strage di volatili risiedeva nell'ingerimento accidentale di una neurotossina, l'acido domoico. Le cause della moria del 1961, invece, non erano ancora note; il gruppo di ricerca, che ha pubblicato i risultati del lavoro su Nature Geoscience,  ha dunque analizzati i resti alimentari contenuti nello stomaco degli uccelli marini dell'epoca, scoprendo che su tre quarti del plancton mangiato era presente un'alga rossa tossica in grado di provocare crisi simili all'epilessia, nonché disorientamento e morte.

Probabilmente l'alga era diventata letale in seguito al contatto con del materiale proveniente da fosse biologiche di case costruite rapidamente e senza la dovuta attenzione, in un periodo storico di grande espansione demografica per l'intera area. Non è stata né la prima né l'ultima volta che un episodio del genere ha funestato i cieli degli Stati Uniti o del resto del mondo: ma, senza dubbio, il tocco del maestro Alfred Hitchcock era l'unico che poteva renderlo indimenticabile.