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14 Agosto 2021
13:22

Quante città in Italia rischiano di finire sott’acqua per l’innalzamento dei mari

Secondo le proiezioni della Nasa per le principali aree costiere, il livello del mare è destinato a salire nei prossimi anni, con aumenti che entro il 2100 potrebbero superare il mezzo metro per diverse città italiane.
A cura di Valeria Aiello
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Con il riscaldamento globale, il livello dei mari di tutto il mondo è destinato a salire nei prossimi anni, con aumenti che entro il 2100 potrebbero superare il mezzo metro lungo le coste italiane. È quanto emerge dalle nuove proiezioni della NASA che stimano l’innalzamento dal 2020 al 2150 a seconda dei diversi scenari di emissioni. Si tratta dunque di previsioni soggette alle variazioni che dipendono dalle eventuali modifiche del modello economico che verranno adottate negli anni a venire e dagli interventi più o meno efficaci nella riduzione dei gas serra. Quello che però appare evidente è che, in qualsiasi scenario di emissioni, l’aumento del livello dei mari si verificherà comunque: nel caso migliore sarà di 30 centimetri mentre in quello peggiore di 80 centimetri già tra 79 anni.

Le proiezioni, indicate nella mappa globale delle variazioni del livello dei mari pubblicata dalla NASA, riguardano le principali città costiere che, per quel che riguarda l’Italia, mostrano ad esempio che a Venezia l’innalzamento del mare previsto entro il 2100 potrebbe essere di 0,41 metri nella migliore delle ipotesi fino a 0,87 metri nel caso peggiore. Nel 2150, la situazione potrebbe diventare ancora più difficile per la città lagunare, con le previsioni che vanno da 0,61 metri a 1,94 metri in più a seconda dello scenario.

Situazione non molto dissimile a Trieste, dove l’innalzamento previsto nel 2100 potrebbe andare da 0,31 a 0,87 metri, e nel 2150 da 0,45 metri a 1,77 metri. Sempre nel 2100 anche a Genova si prevedere che l’aumento del livello del mare possa oscillare da 0,34 a 0,80 metri, mentre nel 2150 le stime indicano un innalzamento compreso tra 0,50 e 1,83 metri.

A Civitavecchia, il livello del mare potrebbe salire da 0,30 a 0,79 metri nel 2100, arrivando nel 2150 a un aumento compreso tra 0,44 e 1,82 metri. Un incremento analogo è previsto anche per Napoli, dove nel caso migliore il mare salirebbe di 0,33 metri o di 0,82 metri in quello peggiore. Un aumento che nel 2150 potrebbe essere ancora più marcato per la città partenopea, con proiezioni che vanno da 0,48 a 1,87 metri.

L’innalzamento del livello dei mari non risparmierà le città costiere di Sicilia e Sardegna. A Palermo, l’aumento potrebbe variare da 0,32 a 0,82 metri, oscillando tra 0,47 e 1,89 metri nel 2150. A Cagliari il livello salirebbe di 0,39 metri fino a un massimo di 0,88 metri nel 2100, per poi arrivare a segnare un aumento di addirittura 1,98 metri nel peggiore scenario previsto per il 2150 (0,58 metri nel caso migliore).

La mappa interattiva della NASA, consultabile a questo link, mette in evidenza tutte le zone costiere a rischio di decennio in decennio, fino al 2150, utilizzando i dati dell’IPCC, il Gruppo intergovernativo sul cambiamento climatico delle Nazioni Unite per la valutazione della scienza relativa al riscaldamento globale che ha recentemente pubblicato il 6° Rapporto sulla crisi climatica in corso.

Lo strumento online consente a tutti di visualizzare le proiezioni sull’aumento del livello del mare a livello locale e, spiega la NASA, potrà essere di aiuto alle comunità che vivono sulla costa. “In questo modo apriamo la strada a future attività per facilitare la condivisione di conoscenze, scienza aperta e facile accesso a ciò che sappiamo sul clima – ha commentato Vinogradova Shiffer, coordinatrice del gruppo di ricerca – . Si tratta di dati importanti per migliorare la resilienza delle popolazioni costiere, le loro infrastrutture ed economie che possono essere colpite dall’innalzamento dei mari”. Oltre alle proiezioni per i prossimi decenni, per ogni città costiera è possibile visualizzare i contributi dei diversi processi alla base dell’innalzamento dei mari, quali lo scioglimento dei ghiacciai, l’estensione e il riscaldamento delle correnti oceaniche.

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