Essere visivamente concentrati su qualcosa riduce la nostra capacità di percepire gli odori, sino alla cosiddetta anosmia accidentale, che ci impedisce di avvertirli. Il fenomeno è del tutto paragonabile alla pericolosa “cecità da disattenzione”, che ad esempio può scaturire quando camminiamo e contemporaneamente utilizziamo il cellulare. Non sono infatti rari gli incidenti di pedoni che cadono o sbattono contro qualcosa o qualcuno perché distratti dal telefono.

A dimostrare la perdita dell'olfatto per ‘distrazione' un team di ricerca britannico, composto da studiosi della Scuola di Psicologia dell'Università del Sussex e del Crossmodal Research Laboratory presso l'Università di Oxford. Gli studiosi, coordinati dalla dottoressa Sophie Forster e dal professor Charles Spence, hanno coinvolto nello studio gruppi di volontari sottoposti ad esperimenti ad hoc. In una stanza dove erano stati nascosti dei chicchi di caffè, i partecipanti sono stati impegnati in due differenti tipologie di test; uno che richiedeva alta attenzione visiva e un altro bassa attenzione visiva. Una volta usciti dalla stanza è stato chiesto ai volontari di descriverla; è emerso che ben il 42,5 percento in meno dei soggetti impegnati nell'esperimento ad elevata concentrazione è riuscito a cogliere l'odore del caffè.

Poiché inoltre l'abitudine agli odori è molto più forte che agli stimoli di altri sensi, c'è una finestra di soli 20 minuti prima che il nostro cervello non sia più in grado di rilevare un odore, a causa della cosiddetta assuefazione olfattiva. Ciò significa che le persone occupate in qualcosa potrebbero non avvertire affatto un determinato odore, come emerso da un altro esperimento eseguito nella stanza con i chicchi di caffè. In quest'ultimo test il 65 percento dei partecipanti non lo ha rilevato, avendoci fatto l'abitudine.

Perché è importante conoscere questo fenomeno? Secondo i ricercatori questa “cecità agli odori” potrebbe mettere in pericolo la vita delle persone; ad esempio, un autista concentrato sulla guida potrebbe non avvertire l'odore di bruciato provenire dal motore dell'autobus, mentre un ingegnere intento a controllare un edificio potrebbe non rilevare quello del gas. Proprio per questo nei prossimi esperimenti Forster e Colleghi sfrutteranno altri odori, come quello del fumo e del gas. I dettagli della ricerca sono stati pubblicati sulla rivista scientifica Psychological Science.

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