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La conoscenza è soprattutto infinita ricerca, si sa; e solo di tanto in tanto, e fortunatamente, capita di imbattersi in alcune scoperte che, finalmente, fanno luce su grandi enigmi a cui gli scienziati non erano stati in grado dare una risposta fino a quel momento, senza dover rimettere in discussione tutto quanto precedentemente affermato. Questa volta, nuove notizie che giungono dal Kenia, dove il paleontologo Christopher Lepre ed i suoi collaboratori della Columbia University di New York hanno rinvenuto alcuni strumenti che denunciano due differenti tipi di manifattura, danno risposte e, come più spesso accade, aprono a nuovi interrogativi.

Nello stesso strato, infatti, giacevano asce in pietra piuttosto complesse accanto a manufatti più grezzi e meno articolati, suggerendo la possibilità che uomini con differenti tecnologie avrebbero convissuto; asce che contano ben 1,76 milioni di anni, dunque, sono più vecchie di 350 000 anni di qualunque altro oggetto complesso di questa tipologia fino ad ora scoperto. Queste asce, generalmente associate all'Homo erectus la cui affermazione come ominide dominante si colloca intorno al milione e mezzo di anni fa, sono state utilizzate, con tutta probabilità, assieme a chopper semplici già in uso da un milione di anni.

Manufatti più complessi da costruire ed utilizzare vengono classificati dagli scienziati come appartenenti alla tecnologia Acheuleana, da Saint-Acheul nella regione francese della Piccardia; gli oggetti più semplici e rudimentali, risalenti al precedente periodo cosiddetto Olduvaiano, dal giacimento chiamato Olduvai George in Tanzania, vengono generalmente attribuiti all'Homo habilis, il quale aveva facoltà cognitive ed abilità inferiori all'erectus. La recente scoperta potrebbe finalmente fare luce sui fenomeni migratori che portarono alcuni ominidi dall'Africa all'Eurasia dei quali ancora non si conosce a sufficienza, secondo quanto dichiarato dai ricercatori e riportato da Nature che ne ha pubblicato la notizia.

Poiché, infatti, si è sempre pensato che fosse stato l'Homo erectus il primo a lasciare il continente culla dell'umanità per spostarsi verso nord e verso est, il fatto di aver ritrovato precedentemente alcuni giacimenti in Georgia e in Oriente, i cui fossili testimoniano la totale mancanza di oggetti appartenenti alla tecnologia Acheuleana, ha sempre creato grosse ambiguità. Ma la notizia che c'era una civiltà che, con ottime probabilità, si serviva contemporaneamente di oggetti complessi e di manufatti appartenenti alla precedente produzione Olduvaiana, sembra aver offerto una soluzione accettabile.

Certo la storia, naturalmente, non può finire qui: restano alcune domande ancora senza risposta, perché nulla esclude, comunque, che proprio gli ominidi che ancora si servivano esclusivamente della tecnologia Olduvaiana potrebbero essere stati quelli che hanno dato l'inizio ai fenomeni migratori; insomma, ricerca e riflessione sono ancora aperte a nuove risposte più chiare. Che, certamente, porteranno con sé altre domande.