Credit: J. Bonaparte
in foto: Credit: J. Bonaparte

Grazie all'analisi di alcuni fossili è stato dimostrato che un dinosauro del Giurassico da quadrupede diventava bipede durante la crescita. Si tratta di una scoperta eccezionale poiché questa transizione è estremamente rara in natura, e uno degli esempi è rappresentato proprio dall'essere umano. In realtà da piccoli noi non siamo veri e propri quadrupedi, ma gattoniamo (facendo strisciare gli arti posteriori) fin quando non riusciamo a sostenere il nostro peso sulle due gambe. A scoprire la straordinaria transizione del dinosauro è stato un team di ricerca internazionale guidato da scienziati del CONICET (Consejo Nacional de Investigaciones Científicas y Técnicas) di Buenos Aires, Argentina, che hanno collaborato con i colleghi del Museo de La Plata, del Royal Veterinary College e del Museo di storia naturale dell'Università di Oxford, Regno Unito.

Fase quadrupede Credit: Nature
in foto: Fase quadrupede Credit: Nature

Collo lungo. A rendere particolarmente suggestiva la scoperta è il fatto che il protagonista di questa trasformazione è un sauropodomorfo, un “collo lungo” che da adulto raggiungeva i 6 metri di lunghezza per una tonnellata di peso, mentre subito dopo la schiusa pesava appena 60 grammi e poteva essere tenuto nel palmo di due mani, come dimostra uno dei fossili analizzati dagli scienziati. Nello specifico si tratta del Mussaurus patagonicus, vissuto 200 milioni di anni fa in quella che è l'attuale Patagonia, come suggerisce il nome scientifico che gli è stato attribuito. Gli scienziati hanno studiato sei distinti fossili che vanno dall'esemplare appena nato all'adulto; ciò ha permesso non solo di verificare l'orientamento delle ossa, in particolar modo quello dei palmi, ma anche di calcolare il centro di massa. Questi esami ha fatto emergere la transizione da quadrupede a bipede.

Fase bipede Credit: Nature
in foto: Fase bipede Credit: Nature

Centro di massa. Inserendo i dati nella simulazione, gli scienziati coordinati dai ricercatori Alejandro Otero e Andrew R. Cuff hanno calcolato la posizione del centro di massa del rettile alla schiusa, a un anno (quando pesava circa 7 chilogrammi) e a 8 anni, quando il peso raggiungeva la tonnellata. Durante la crescita il centro di massa si spostava sempre più indietro, a causa dell'accrescimento della coda che diventa estremamente robusta. Alla nascita il centro di massa era così avanzato che il dinosauro era costretto a camminare su quattro zampe per non cadere, ma successivamente esso si trasferiva sulle possenti zampe posteriori e alla base della coda, permettendo così il sollevamento degli arti anteriori e il bipedalismo. “La transizione è incredibilmente rara, abbiamo faticato a trovare altri animali oltre agli umani che la compiono. Trovarla nei reperti fossili è piuttosto eccezionale”, ha dichiarato con entusiamo il professor Cuff. I dettagli della ricerca sono stati pubblicati sull'autorevole rivista Scientific Reports.