Credit: Leonardo Andrade de Almeida
in foto: Credit: Leonardo Andrade de Almeida

Per la prima volta è stato scoperto un esopianeta in orbita attorno a un sistema binario di stelle, nel quale uno dei due astri è una stella “morta”, cioè una nana bianca (o nana degenere). A scoprirlo è stato un team di ricerca brasiliano coordinato da scienziati che dell’Università Federale di Rio Grande del Nord, che hanno collaborato con i colleghi dell'Istituto di Astronomia, Geofisica e Scienze Atmosferiche dell'Università di San Paolo, dell'Instituto Nacional de Pesquisas Espaciais e dell'autorevole Harvard-Smithsonian Center for Astrophysics di Cambridge.

Eclissi perturbate. Gli scienziati, coordinati dal professor Leonardo Andrade de Almeida, docente presso il Dipartimento di Fisica Teorica Sperimentale dell'ateneo brasiliano, hanno scovato l'esopianeta scandagliando i dati del “cacciatore di pianeti” Kepler (ormai spento) e analizzando le tempistiche delle eclissi delle due stelle del sistema KIC 10544976, sito nel cuore della costellazione del Cigno. Poiché le due stelle orbitano l'una attorno all'altra, esse si celano alla nostra vista (alternandosi) in base alla posizione. Le orbite si susseguono ogni 8,4 ore, tuttavia sono state registrate delle anomalie che suggeriscono un disturbo esterno. Inizialmente era stata ipotizzata l'influenza del ciclo magnetico della stella “viva” del sistema, una nana rossa molto attiva con massa e luminosità inferiore rispetto al nostro Sole; ma gli scienziati hanno proposto anche uno scenario più affascinante, ovvero la presenza di un esopianeta gigante in orbita attorno al sistema quale fonte del disturbo.

Esopianeta gigante. Dai calcoli condotti da Andrade de Almeida e colleghi è emerso che le anomalie possono essere generate da un esopianeta gigantesco, con una massa 13,4 volte superiore a quella di Giove. Il pianeta extrasolare orbiterebbe attorno alle stelle ogni 17 anni, dunque a una distanza piuttosto elevata, che tuttavia è sufficiente a influenzare gravitazionalmente la "danza" delle due stelle al centro del sistema. L'aspetto più interessante di questo esopianeta risiede nella sua origine: secondo gli scienziati potrebbe trattarsi di un pianeta di prima generazione, cioè nato assieme alle due stelle come in un classico sistema stellare, oppure potrebbe essersi formato in seguito alla “morte” della stella trasformatasi in nana bianca. Durante questo evento sarebbe stato espulso del materiale che avrebbe dato origine un disco protoplanetario, all'interno del quale sarebbe emerso il gigante. In pratica l'esopianeta potrebbe essere composto dai resti della stella morta. Solo con i telescopi di nuova generazione riusciremo a ottenere le informazioni chiave su questo spettacolare sistema. I dettagli della ricerca brasiliana sono stati pubblicati sulla rivista scientifica specializzata The Astronomical Journal.