22 Novembre 2017
17:44

Primi sei casi di trapianto di microbiota intestinale in Italia: cosa c’entrano le feci

In Italia sono stati eseguiti i primi sei trapianti fecali, o di microbiota intestinale: cosa comporta questo trattamento e cosa c’entrano le feci.
A cura di Zeina Ayache

All'Ospedale Pediatrico Bambino Gesù sono stati effettuati i primi sei trapianti in Italia di microbiota intestinale su bambini. La struttura romana ha deciso di utilizzare la terapia sperimentale su pazienti affetti da diverse malattie che coinvolgono all'apparato intestinale: i piccoli adesso sono nella fase di follow up post-trapianto fondamentale per capire se l'operazione sia effettivamente riuscita.

Cos'è un trapianto di microbiota intestinale. Si chiama trapianto di microbiota intestinale, ma anche trapianto fecale perché parte dalla donazione di microbiota fecale che viene preparato, fornendo l'emulsione fecale, ed infuso per via endoscopica nel paziente: per intenderci, nelle feci esistono batteri che quando vengono trasferiti nell'intestino di un soggetto malato riescono a riequilibrare la flora intestinale e a garantire la guarigione. Ovviamente non si tratta di un trapianto di feci vere e proprie, ma di una lavorazione di queste.

Perché un trapianto fecale. Il trapianto fecale rappresenta un'opzione terapeutica nuova ed efficace che serve a tamponare l'incremento della diffusione e della resistenza antibiotica nei nei casi di infezione da Clostridium difficile e che proprio oggi può essere utilizzata viste le maggiori conoscenze che abbiamo sul microbiota e le sue funzioni.

Cos'è il microbiota. Quando parliamo di microbiota intestinale, flora intestinale, ci riferiamo a quel trilione di batteri che svolgono la funzione di “centrale biochimica dell'intestino, dove trasforma il cibo ingerito, produce energia, regola l'immunità della mucosa intestinale e l'equilibrio delle popolazioni microbiche che fungono da barriera contro gli agenti patogeni”. Uno squilibro del microbiota comporta l'insorgenza di malattie.

I sei casi italiani. Parlando dei sei casi pediatrici italiani, i medici del Bambino Gesù fanno sapere che si tratta di casi di:

  • malattia infiammatoria intestinale con recidiva (di cui uno ripetuto di volte)
  • malattia del trapianto contro l'ospite (GVHD) nella sua forma acuta e con interessamento intestinale in seguito a trapianto di midollo
  • sindrome da attivazione macrofagica di origine genetica, una rara patologia del sistema immunitario, derivante da un disordine delle funzioni immunoregolatorie
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