Il mondo della scienza riesce sempre a sorprendere, come dimostra il nuovo trattamento che aiuta a guarire da alcune malattie e che prevede il trapianto di feci di altri individui. Può sembrare al limite tra il trash e lo splatter, eppure questo tipo di operazione risulta particolarmente efficace per la cura di disturbi intestinali e non solo. Ma come è possibile? In pratica, i batteri presenti negli escrementi di pazienti sani e donatori, una volta trasferiti nell'intestino di un soggetto malato vanno a riequilibrare la flora intestinale permettendo così la guarigione.

Insomma, il trapianto di feci è semplice, efficace e “naturale” e soprattutto è un'opzione medica molto antica, tanto che in Cina era già utilizzata nel IV secolo per poi, nel XVI secolo, venir ribattezzata “zuppa gialla”, un soprannome decisamente eloquente, ma poco attraente per i pazienti. Quanto all'Occidente, se fino a qualche tempo fa gli studi su questa tipologia di trattamento erano pochi, in questi anni l'interesse è incrementato molto e l'obiettivo degli scienziati è riuscire a sfruttare le feci il più possibile e non come ultima spiaggia, come avviene oggi.

Perché alcune persone hanno bisogno del trapianto di feci?

Il biologo Seth Bordenstein della Vanderbilt University spiega che gli escrementi sono efficaci nella cura della Colite pseudomembranosa, conosciuta anche come colite associata agli antibiotici. Si tratta di un'infiammazione acuta, una colite, causata dal batterio clostridium difficile che produce tossine che danneggiano la mucosa. Questo tipo di problema intestinale può essere curato con altre tipologie di antibiotici o fermenti lattici, ma il metodo più efficace sembrerebbe essere proprio la terapia fecale che sfrutta i batteri di pazienti sani.

Cosa c'è nella cacca?

In un paziente sano le feci contengono, per grammo, 100 miliardi di batteri, 100 milioni di virus e archei (organismi unicellulari), 10 milioni di colonociti (cellule epiteliani umane che proteggono il color), 1 milione di lieviti e funghi. Il tutto per un 25% di sostanza solida e 75% di acqua.

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