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Primi embrioni uomo-scimmia creati in Cina per ‘coltivare’ organi: com’è possibile

Ricercatori di istituti spagnoli e americani hanno creato in laboratorio i primi embrioni ibridi uomo-scimmia, con l’obiettivo di ottenere (in un lontano futuro) organi per i trapianti. I controversi esperimenti sono stati condotti in Cina per evitare la rigida regolamentazione europea e americana, che vieta l’utilizzo di embrioni di primati.
A cura di Andrea Centini
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Chimera uomo-maiale. Credit: Salk Institute
Chimera uomo-maiale. Credit: Salk Institute

Creati in laboratorio i primi embrioni ibridi uomo-scimmia con l'obiettivo (ancora molto lontano) di ottenere organi per i trapianti. I dettagli sul controverso esperimento sono ancora pochi e nebulosi, tuttavia è noto che sono stati coinvolti alcuni esperti di genetica di fama internazionale e che i risultati saranno presto pubblicati su una prestigiosa rivista scientifica. Le cosiddette chimere uomo-scimmia sono state create in Cina per evitare problemi legali in Europa e negli Stati Uniti, dove simili esperimenti sono vietati. La creazione di questi embrioni, distrutti prima che potessero svilupparsi, è avvenuta dopo quella dei primi ibridi uomo-maiale e uomo-pecora, anch'essi sviluppati con l'obiettivo di creare future “fabbriche” di organi.

Conferme. Come riportato sul quotidiano spagnolo EL PAIS e sul britannico The Guardian, l'esperimento è stato condotto da scienziati dell'Università Cattolica Sant'Antonio di Murcia (UCAM) e del Salk Institute statunitense. A guidarli il biologo dello sviluppo Juan Carlos Izpisua Belmonte dell'istituto californiano, già coordinatore degli esperimenti che hanno dato vita ai primi embrioni uomo-maiale nel 2017. La conferma che i controversi test sono stati effettivamente eseguiti è stata data a EL PAIS dalla dottoressa Estrella Núñez, che ha partecipato alla ricerca assieme al veterinario argentino Pablo Ross dell'Università della California di Davis.

Cosa hanno fatto gli scienziati. Ma cosa hanno fatto esattamente gli scienziati? In parole semplici hanno preso embrioni di scimmia geneticamente modificati affinché non esprimessero i geni legati alla formazione degli organi, e li hanno trattati con cellule staminali umane in grado di differenziarsi in qualsivoglia tessuto. L'obiettivo era verificare i meccanismi biologici che portano alla formazione degli organi, e comprendere se l'embrione di scimmia fosse in grado di avviarli sfruttando le cellule umane ingegnerizzate (derivate da cellule adulte) infuse dai ricercatori. Come indicato, gli embrioni sono stati distrutti prima che potessero svilupparsi effettivamente, dunque non è stata fatta nascere alcuna chimera uomo-scimmia.

Fabbriche di organi. Simili esperimenti sollevano enormi quesiti etici, e non a caso sono rigidamente regolamentati. In altri casi simili, nei quali non sono stati utilizzati embrioni di primati non umani poiché questi ultimi sono severamente vietati, le chimere sono state distrutte entro pochi giorni o settimane. Si trattava dunque poco più di masse di cellule, più che di veri e propri organismi in formazione. Tra le preoccupazioni maggiori relative a simili esperimenti vi è il rischio che le cellule staminali umane possano “contaminare” anche il tessuto nervoso o magari le cellule riproduttive delle chimere, con la possibilità di dar vita a organismi con una possibile coscienza (qualora fosse possibile farli nascere davvero). Al momento non è ancora chiaro quali risultati siano stati raggiunti da Izpisua Belmonte e colleghi con gli embrioni di scimmia; è noto che nelle chimere uomo-maiale si era ottenuta una cellula umana ogni centomila di suino, un risultato considerato scarso. Passare attraverso le scimmie, geneticamente più vicine dei suini, potrebbe contribuire a migliorare la comprensione di determinati meccanismi biologici.

Futuro lontano. “Stiamo facendo gli esperimenti con le scimmie in Cina perché, in linea di principio, non possono essere fatti qui (in Europa e Stati Uniti ndr). Quello che vogliamo è fare progressi per il bene delle persone che hanno una malattia”, ha dichiarato a EL PAIS la dottoressa Núñez. “L'obiettivo finale sarebbe quello di creare un organo umano trapiantabile, ma per gli scienziati di oggi il percorso stesso è quasi più interessante. Sono essenzialmente consapevole che non vedrò il traguardo finale, ma per raggiungerlo è necessario condurre questi esperimenti”, ha chiosato la specialista. Restiamo in attesa di conoscere i dettagli degli esperimenti.

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