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in foto: Credit: Wikilimages

Il nostro Universo potrebbe essere l'immagine speculare di un Anti-universo (composto principalmente da antimateria) che si estende indietro nel tempo prima del Big Bang. In altri termini, l'evento che circa 14 miliardi di anni fa determinò l'avvio dell'espansione dell'Universo rappresenterebbe l'ago della bilancia di due universi riflessi e in equilibrio fra loro, che “viaggiano” in direzioni temporalmente opposte.

A proporre la nuova, affascinante teoria di modello cosmologico sono stati tre fisici teorici canadesi del Perimetery Institute for Theoretical Physics dell'Ontario, secondo i quali l'esistenza di questo Anti-universo, in coppia col nostro, rispetterebbe una regola fondamentale della fisica chiamata simmetria CPT. Il nostro Universo, da solo, non rispetta la regola della simmetria poiché col passare del tempo si è espanso, raffreddato e presenta più materia che antimateria; non è dunque in equilibrio.

Credit: L. Boyle / Perimeter Institute for Theoretical Physics
in foto: Credit: L. Boyle / Perimeter Institute for Theoretical Physics

L'esistenza dell'Anti-universo teorizzata dai tre scienziati Latham Boyle, Kieran Finn e Neil Turok non solo ristabilisce il corretto bilanciamento, ma offre anche una spiegazione naturale all'esistenza della materia oscura, cioè quella che non emette radiazione elettromagnetica e dunque non è rilevabile direttamente come la materia ordinaria, che è composta da galassie, stelle, pianeti e tutto ciò che possiamo osservare. Secondo gli autori della ricerca, la presenza di questo Anti-universo darebbe vita a un numero elevatissimo di neutrini sterili massicci, le misteriose particelle che potrebbero essere alla base della materia oscura.

Gli scienziati sono ancora a lavoro per dimostrare se il nuovo modello cosmologico proposto sia in grado di dimostrare tutti i fenomeni osservabili, ma hanno un “asso” nella manica. Esso si basa solo su campi e particelle conosciuti, senza introdurre nuova Fisica per spiegare determinati fenomeni. Ad esempio, in base alla teoria dell'inflazione, l'Universo avrebbe attraversato una fase di espansione rapidissima immediatamente dopo il Big Bang, ma per essere spiegata necessita dell'esistenza di fenomeni ancora ipotetici (tecnicamente dei campi quantici). Con il modello simmetrico CPT non è invece necessario andare a “pescare” nuova Fisica, ma è possibile concentrarsi su ciò che già conosciamo per spiegare l'evoluzione dell'Universo. I dettagli della ricerca sono stati pubblicati sulla rivista scientifica specializzata Physical Review of Letters.