squalo balena

A vederlo così grande, la sua lunghezza media si aggira intorno ai 12 metri ma può arrivare a raggiungerne fino a 20, il pesce balena può incutere un certo timore: paura che si rivelerebbe infondata, per la verità, perché questo pesce appartenente alla famiglia dei rincodontidi, il più grande esistente al mondo, è totalmente inoffensivo per l'uomo. Non fanno per lui, infatti, le suggestioni cinematografiche da Steven Spielberg: preferisce di gran lunga un'alimentazione a base di plancton, gamberetti, calamari e piccoli pesci. Così, scendendo a compromessi con gli uomini che dimorano presso i loro mari per procurarsi del cibo, non di rado gli squali balena si avvicinano alla superficie marina con il solo obiettivo di mangiare: un'abitudine che di certo sarà sgradita a quanti sopravvivono grazie alla pesca ma che, al contempo, offre ai fotografi subacquei la grande opportunità di riprendere da vicino questo maestoso gigante degli abissi, approfittando della sua docilità.

Al di là della finalità meramente documentaristica, l'attività dei sub ha comunque un nobile fine: monitorare lo stato di salute degli esemplari e della popolazione. Già trent'anni fa, infatti, la specie era stata segnalata come bisognosa di un attento lavoro di ricerca scientifica al fine di valutarne il rischio eventuale di estinzione, ma ciò non è servito ad evitare una gravissima contrazione, rilevata soprattutto nell'ultimo decennio, nel numero di squali balena presenti nei mari. Complice certamente il consumo di carni di squalo che, a tutt'oggi, vengono commerciate legalmente in molti Paesi, a dispetto di una diminuzione sempre più preoccupante degli esemplari. Ad ogni modo, per questa volta, è stato lo squalo balena a sottrarre il cibo ad un essere umano, anziché finire nei frigoriferi di qualche peschereccio: grazie al potente apparato filtrante della sua enorme bocca, ha potuto placare l'appetito (che se commisurato alle sue dimensioni sarà notevole) risucchiando attraverso le maglie della rete il frutto di una buona pesca, nelle acque della grande riserva marina nazionale indonesiana Teluk Cenderawasih National Park nell'isola della Nuova Guinea.