Per decenni Plutone è stato considerato il nono pianeta del Sistema solare, per poi essere declassato a pianeta nano dall'Unione Astronomica Internazionale (UAI) il 24 agosto 2006, a causa delle sue caratteristiche che non soddisfano pienamente lo status (dibattuto) di pianeta propriamente detto. Per le sue ridotte dimensioni e la notevolissima distanza dal Sole, che arriva a 4,4 miliardi di chilometri in perielio e ben 7,5 miliardi di chilometri in afelio, Plutone è un oggetto celeste estremamente difficile da osservare e studiare, tanto che l'unica missione spaziale ad averlo raggiunto è stata la recentissima New Horizons della NASA.

Un'orbita eccentrica

Ad eccezione di Mercurio, la cui orbita ha un'inclinazione di 7 gradi , tutti i pianeti del Sistema solare orbitano praticamente sull'eclittica, mentre l'inclinazione dell'orbita di Plutone è di circa 17 gradi. L'orbita del pianeta nano, inoltre, è caratterizzata da una elevatissima eccentricità, e ciò lo porta ad avvicinarsi al Sole più dello stesso Nettuno, l'ultimo pianeta ufficialmente riconosciuto del Sistema solare. Per questa ragione ogni 248 anni Plutone entra nell'orbita di Nettuno per venti anni, ma non sussiste alcun rischio di impatto tra i due corpi celesti. La sua massa corrisponde allo 0,22 percento di quella terrestre, mentre il diametro sfiora i 2.400 chilometri, che è circa il 70 percento di quello della Luna. Caratteristiche che ben si sposano con la definizione di pianeta nano.

 

La scoperta

A causa delle sue caratteristiche, non c'è da stupirsi che Plutone sia stato scoperto soltanto nel XX secolo, esattamente all'inizio del 1930. Analogamente a Nettuno, l'unico pianeta scoperto con la “matematica” analizzando le anomalie orbitali di Urano, anche Plutone è stato intercettato grazie alle perturbazioni orbitali (sebbene fossero frutto di un errore a causa dei calcoli errati sulle masse di Urano e Nettuno). A individuarlo su lastre fotografiche dopo averne calcolato l'ipotetica posizione fu l'astronomo Clyde William Tombaugh, quando operava all'Osservatorio Lowell di Flagstaff (Arizona).

 

Una classificazione difficile

Un pianeta, per essere definito tale, deve orbitare attorno al Sole; deve avere una massa sufficientemente grande da permettergli di avere una forma sferoidale e la sua orbita deve essere priva di oggetti celesti di dimensioni generose. Poiché Plutone è ‘accompagnato' da numerosi oggetti ghiacciati della fascia di Kuiper, non soddisfa la terza condizione. È per questa ragione che il 24 agosto 2006 si decise di declassarlo a pianeta nano, una categoria nella quale si trovano altri grandi oggetti celesti trans-nettuniani come Eris. La decisione dell'Unione Astronomica Internazionale fu aspramente criticata, tanto che alcuni hanno fatto presente che persino la Terra condivide la sua orbita con grandi asteroidi. Lo Stato dell'Illinois, dove nacque Tombaugh, nel 2009 con una legge ad hoc ha persino ristabilito la classificazione di pianeta per Plutone. Molti scienziati, inoltre, stanno chiedendo alla UAI di rivedere in toto la definizione di pianeta. Secondo un recente documento sottoscritto da ricercatori della NASA, nel Sistema solare di pianeti ve ne sarebbero ben 101.

Cuore ghiacciato

Plutone è un corpo celeste roccioso, che a causa dell'enorme distanza dal Sole ha una temperatura superficiale media di circa – 230° centigradi. Sulla sua superficie si trova principalmente azoto ghiacciato, ma sono presenti anche acqua (ghiacciata anch'essa), metano solido e monossido di carbonio. Tra le strutture più interessanti sulla sua superficie vi sono una vasta regione ghiacciata a forma di cuore e una giovane catena montuosa con picchi che arrivano a 3,5 chilometri di altezza. La debolissima atmosfera di Plutone è composta principalmente da metano, azoto e monossido di carbonio. Sono presenti anche tracce di etano.

Osservazione ed esplorazione

A causa delle dimensioni e della distanza, per intercettare Plutone serve almeno un telescopio con un diametro di 300/400 millimetri di apertura, anche se in talune circostanze può essere sufficiente uno di 200. Tuttavia ciò che si vede è solo un minuscolo puntino simile a una debole stella. Nemmeno i grandi telescopi terrestri sono sufficienti per studiare nel dettaglio il pianeta nano, per questo molte informazioni sul suo conto sono state raccolte dal Telescopio Spaziale Hubble. Tutto è cambiato con la missione New Horizons della NASA, l'unica ad averlo raggiunto. Lanciata il 19 gennaio 2006 da Cape Canaveral, la sonda – che contiene parte delle ceneri dello scopritore del pianeta nano – ha sorvolato Plutone il 14 luglio del 2015. Il passaggio è avvenuto a una distanza di 12.472 km, e grazie agli strumenti LORRI, Ralph, SWAP, PEPSSI e VBSDC ha raccolto preziosissimi dati e immagini, relativi all'atmosfera, alla superficie e alla composizione. La sonda, che ha catturato immagini anche dei satelliti Caronte, Idra e Notte (Plutone ne ha cinque in tutto), sta continuando il suo viaggio per studiare i misteriosi oggetti della fascia di Kuiper. La missione dovrebbe terminare nel 2026.

[Credit: NASA]