Lo avevano detto ed è accaduto: secondo le proiezioni degli scienziati, Philae si sarebbe dovuto svegliare per la fine di maggio e – giorno più, giorno meno – ha rispettato i tempi. Finalmente all'Agenzia Spaziale Europea possono festeggiare il recuperato contatto con il lander che si era spento poche ore dopo il suo turbolento atterraggio sulla Cometa 67P/Churyumov-Gerasimenko e restare in fiduciosa attesa delle novità che avrà da comunicarci.

«L'avventura continua»

Philae era entrato in stato di ibernazione lo scorso 15 novembre: un imprevisto che era stato conseguenza di una serie di circostanze inattese. Un atterraggio imperfetto aveva infatti portato il lander lontano dal punto in cui avrebbe dovuto ancorarsi saldamente alla superficie, grazie a dei "piedini prensili": e così le sue batterie si sono esaurite dopo aver compiuto la prima parte di raccolta dati e la luce solare, vista la nuova posizione, non era sufficiente a ricaricarle. Ma alle ore 22:28 del 13 giugno, finalmente, Philae ha dato segnali di risveglio dopo sette mesi di silenzio: 85 secondi di comunicazioni, la risposta ai tentativi ripetuti effettuati dall'Orbiter Rosetta.

L'entusiasmo è massimo.

Possiamo confermare che l’avventura di Philae continua! Il risveglio del lander è una notizia straordinaria che, oltre a farci sognare, ci riempie d’orgoglio per l’affidabilità delle tecnologie utilizzate, molte di marca italiana. – Roberto Battiston, presidente dell'Agenzia Spaziale Italiana

Primi dati dalla Cometa 67P/C-G

Attraverso Rosetta, Philae ha inviato a Terra oltre 300 pacchetti di dati che saranno presto processati ed analizzati dal gruppo internazionale di scienziati che lavora sulla missione: per il momento pare comunque evidente che il lander deve essersi svegliato già da un po', perché in quei pochi secondi ha spedito osservazioni raccolte nell'ambito di almeno 1,5 giorni cometari. In ogni caso, per il futuro sono attesi oltre 8.000 pacchetti di dati: speriamo che Philae continui a fare il proprio dovere come ha fatto fino ad oggi, nonostante le difficoltà.

Rimbalzi al buio

Philae è partito dalla Terra nel marzo del 2004 ed ha viaggiato per un decennio trasportato dalla sonda Rosetta. Alle 08:35 (tempo universale) del 12 novembre del 2014 si è sganciato ed ha iniziato la sua lenta discesa verso la Cometa. Tutto sembrava procedere per il meglio ma l'atterraggio morbido, avvenuto all'incirca sei ore dopo, non si è concluso come doveva: gli arpioni non si sono aperti e le viti che avrebbero dovuto assicurare il robottino alla superficie ghiacciata non sono entrate in funzione. Philae è quindi "rimbalzato" un paio di volte prima di raggiungere la posizione in cui si è fermato, purtroppo più in ombra di quella che inizialmente era stata stabilita attraverso accurate osservazioni degli studiosi: con l'energia che gli restava ha lavorato, ma poi è entrato in ibernazione.

In attesa del perielio

Le speranze di rivederlo all'opera si concentravano tra questa primavera e la prossima estate: ad agosto, infatti, la cometa raggiungerà il suo perielio, ossia il punto di massimo avvicinamento al Sole. Con grande gioia di tutti, le previsioni più ottimistiche erano anche le più rispondenti al vero: ora vediamo cos'altro ancora saprà svelarci il lander sulla natura di quegli affascinanti oggetti celesti che sono le comete.