Con l'arrivo dell'estate centinaia di migliaia di persone si riversano lungo le coste del Bel Paese, e per una moltitudine di piccoli animali marini come granchi, gamberetti, pesci e molluschi, inizia un vero e proprio incubo. Più o meno tutti, da bambini, armati di secchiello e retino abbiamo catturato queste creature sotto agli occhi disattenti – ma spesso divertiti e accondiscendenti – dei nostri genitori, che tra una tintarella e una chiacchiera ci hanno lasciato compiere una strage silenziosa della quale eravamo inconsapevoli carnefici. Oggi, grazie alla diffusa sensibilità ambientale e alla maggiore consapevolezza degli effetti delle nostre azioni sui delicatissimi habitat marini, questa pratica dovrebbe essere solo un lontano e brutto ricordo del passato. Ma chi in questi giorni si è recato su una spiaggia, sa benissimo che le cose non stanno così. I secchielli dei bimbi continuano a essere trappole mortali per moltissimi animali, mentre i genitori sono ancor più disattenti a causa degli smartphone. Tutto ciò non è giusto e proveremo a spiegarvi il perché.

Vittime innocenti

Vivono in mare, spesso aggrappati agli scogli o sul bagnasciuga, e sono irresistibili per i bambini. Granchi, paguri, molluschi, stelle marine, cetrioli di mare, ricci di mare, gamberetti e piccoli pesci – come i meravigliosi e sempre più rari cavallucci marini – sono così ‘alieni' per i piccoli abituati alla città che provare a catturarli per osservarli meglio è un istinto irrefrenabile. L'educazione, del resto, va insegnata dai genitori. Le creature più fortunate sono quelle che vengono uccise istantaneamente dalla mancata coordinazione dei bambini, che magari le colpiscono a morte col bordo di ferro di un retino o con una paletta. Gli animali che si difendono, come i granchi con le chele e le meduse con i tentacoli urticanti, talvolta vengono ‘mietuti' per vendetta. Quante volte abbiamo sentito urla disperate provenire dal bagnasciuga accompagnati da lamentele del tipo: “questo granchio mi ha pizzicato!”, “sono stato punto da una medusa!” oppure, “questa tracina mi ha fatto un taglio sotto al piede”? E via con l'operazione di morte, tra smembramenti e sotterramenti da vivi. Ma una sorte atroce attende anche quelli fatti prigionieri.

La tortura del secchiello

L'acqua messa nel secchiello raggiunge rapidamente temperature infernali e perde velocemente l'ossigeno, col risultato di trasformarsi in un vero e proprio strumento di tortura. Gli animali che vi finiscono dentro sono esseri viventi, che respirano, provano dolore e paura proprio come noi, e il trauma cui sono sottoposti li porta a una morte lenta e piena di sofferenza. A nessuno, del resto, farebbe piacere essere bollito vivo o morire soffocato. Anche quelli liberati al termine del “divertimento” perdono la vita dopo qualche ora, a causa delle funzioni vitali ormai compromesse dall'esperienza devastante del secchiello. Per alcuni lo stress viene acuito dal sovraffollamento – un granchio o un pesciolino non bastano mai – e dal fatto di essere messi assieme a predatori dai quali si terrebbero a debita distanza. Senza contare quelli che vengono centrifugati continuamente con palette e altri strumenti.

In pericolo di estinzione

Se ogni bambino presente sulla spiaggia catturasse una sola creatura marina al giorno, quante sarebbero al termine dell'estate? Esatto, un numero enorme. E sappiamo bene che una al giorno è inverosimile, dato che sono sicuramente di più. Molte delle specie cui viene riservato questo trattamento sono in pericolo di estinzione, come la grossa Patella ferruginea degli scogli e il cavalluccio marino; il prelievo, dunque, non solo provoca una inutile e atroce sofferenza, ma mette a repentaglio gli equilibri degli habitat marini, già in ginocchio a causa dell'inquinamento. E a peggiorare la situazione ci sono anche gli adulti, che spesso fanno incetta di crostacei e molluschi per mangiarli, come i datteri di mare, la cui raccolta è oggi vietata e punita severamente.

Come comportarsi

Educare i propri figli a osservare senza toccare è indubbiamente l'approccio migliore da adottare. In questo modo impareranno a conoscere e rispettare le bellissime creature che popolano il mare, anche le più piccole e indifese. Comprare un piccolo manuale con foto nel quale sono descritte le specie mediterranee potrebbe trasformarsi in un “gioco del riconoscimento” molto appagante per i più grandicelli, così come le nuotate con maschera e boccaglio e le passeggiate lungo il bagnasciuga. Anche scattare fotografie con strumenti resistenti all'acqua può essere un validissimo passatempo piacevole e didattico. Aprite loro gli occhi su questo mondo misterioso, affascinante e delicato; la passione e il rispetto per la natura rendono persone migliori.

[Credit: Ben_Kerckx]