Quando il mese scorso si è scoperto che da ogni fiala di vaccino anti-Covid di Pfizer/BioNTech era possibile ricavare una dose in più rispetto alle cinque che avrebbe dovuto contenere, l’entusiasmo di poter aumentare in modo significativo il numero di dosi in un momento di limitata disponibilità ha spinto la Food and Drug Administration a dichiarare che la dose extra poteva essere utilizzata, risolvendo i dubbi che inizialmente avevano spinto alcuni sanitari a gettare via il vaccino avanzato per timore di violare le regole stabilite dall’Agenzia. Tuttavia, questa sesta dose verrà ora addebitata da Pfizer che, riporta il New York Times, di conseguenza ora invierà meno fiale di vaccino negli Stati Uniti.

La "dose extra" verrà conteggiata

Il colosso farmaceutico, che si è impegnato a fornire 200 milioni di dosi di vaccino agli Usa entro la fine di luglio, ricalcolerà quindi il numero di fiale ancora da consegnare, tenendo conto della dose presente in quelle finora distribuite. Secondo il Times, nelle ultime settimane i dirigenti di Pfizer hanno fatto pressione sui funzionari della FDA per modificare le specifiche dell’autorizzazione all’uso di emergenza in modo che fosse formalmente riconosciuto che le fiale contengono sei dosi e non cinque. Una distinzione fondamentale, precisa il quotidiano statunitense, dal momento che il contratto per la fornitura negli Usa specifica che il vaccino sia pagato a dosi. “La modifica ha rispecchiato aggiornamenti di etichettatura simili da parte dell’Organizzazione Mondiale della Sanità e della controparte della FDA nell’Unione Europea”.

Cosa cambia in Europea

Non è ancora chiaro quali saranno le ripercussioni del conteggio della dose extra in Europa. I funzionari di Pfizer, incluso l’amministratore delegato Albert Bourla hanno affermato che la sesta dose consente a Pfizer di estendere l’offerta di vaccino – andando ad incidere, ad esempio, sulle nuove stime di dosi che l’azienda sarà in grado di produrre nel 2021, passate da 1,3 miliardi di dosi originariamente previste a 2 miliardi. D’altra parte, l’addebito della dose extra ha già creato polemiche nell’Unione Europea, dove alcuni Paesi – come il Belgio – dicono di aver dovuto annullare gli appuntamenti per le vaccinazioni dopo aver scoperto che Pfizer stava inviando loro meno fiale. “È collegato alla sesta dose – ha affermato al quotidiano Le Soir Sabine Stordeur, funzionario incaricato della supervisione della campagna vaccinale del Belgio – . È ancora un’azienda privata, quindi non bisogna sorprendersi”.

In Italia, dove il ritardo nelle consegne (un taglio del 20% delle dosi per la prossima settimana dopo una riduzione di quasi il 30% in questa settimana) ha portato le Regioni a rallentare il ritmo delle nuove vaccinazioni, la spiegazione ufficiale della sforbiciata – i lavori per il potenziamento dello stabilimento belga di Puurs – è stata considerata “discutibile” dal commissario all’emergenza Domenico Arcuri che ha minacciato azioni legali contro Pfizer per i ritardi.

I dubbi di Roma sono comuni anche a Bruxelles, dove un portavoce dell’esecutivo dell’Ue ha comunicato che la Commissione europea chiederà chiarimenti a Pfizer sui ritardi segnalati nei Paesi dell’Unione. Il contratto con l’Ue è riservato e ogni Paese negozia accordi diversi con Pfizer per la consegna delle dosi. Non è noto se l’azienda statunitense abbia l’obbligo legale di fornire determinate quantità di dosi su base settimanale o, come alcuni accordi nazionali sembrano richiedere, su base trimestrale. In Italia, ad ogni modo, la distribuzione del taglio tra le Regioni è stata decisa direttamente da Pfizer senza consultare il Governo.