ISS. Credit: NASA
in foto: ISS. Credit: NASA

Attraverso tecniche di coltura tradizionali e sequenziamento dei geni gli scienziati hanno realizzato il più ampio e completo catalogo di microorganismi (batteri e funghi) presenti sulla Stazione Spaziale Internazionale, facendo emergere una ricchissima – e potenzialmente pericolosa – biodiversità, dato che alcuni dei microbi individuati sono patogeni occasionali per l'essere umano. L'indagine, condotta sui campioni raccolti in tre diverse missioni nell'arco di 14 mesi, è stata coordinata da scienziati del Biotechnology and Planetary Protection Group presso il Jet Propulsion Laboratory della NASA, che hanno collaborato con i colleghi dell'Università Statale di Washington, dell'Università di Houston, dell'Università della California di San Diego e dello Scripps Institute of Oceanography.

Quali specie di funghi e batteri popolano la ISS

Gli scienziati hanno chiesto agli astronauti a bordo della ISS di raccogliere campioni da otto siti differenti del laboratorio orbitante, tra i quali i servizi igienici; l'area per l'attività fisica; i posti letto; il tavolo da pranzo e la celebre finestra di osservazione, dalla quale sono state spesso scattate foto straordinarie al nostro pianeta e ai fenomeni naturali come aurore e tempeste. Dall'analisi dei campioni, raccolti in periodi differenti per osservare l'evoluzione delle comunità di microorganismi, gli scienziati coordinati dal professor Kasthuri Venkateswaran hanno scoperto che i batteri più presenti erano quelli del genere Staphylococcus (26 percento), seguito dai Pantoea (enterobatteri) al 23 percento e dai Bacillus all'11 percento. Per quanto concerne gli stafilococchi, il 10 percento era rappresentato dallo stafilococco aureo, una patogeno opportunista così come gli Enterobacter. I funghi più diffusi erano invece quelli del genere Rhodotorula, che rappresentavano ben il 40 percento della comunità. Le colonie di batteri si sono evolute, molto probabilmente anche per la rotazione degli astronauti a bordo della ISS, mentre i funghi sono rimasti stabili. Tutti i batteri trovati all'interno della ISS sono associati all'uomo e dunque sono stati proprio gli astronauti (un centinaio in oltre venti anni di attività della ISS) a portarli a bordo. Alcune colonie di batteri sono presenti anche all'esterno della ISS.

Quali sono i rischi per gli astronauti

Come indicato, tra le specie di microorganismi individuati sulla ISS ve ne sono alcune che possono determinare infezioni nell'uomo, inoltre gli scienziati ne hanno trovate anche di resistenti agli antibiotici, come alcuni Enterobacter che resistono alla penicillina, alla cefazolina, alla cefoxitina, alla rifampicina e ad altri ancora. “Non è noto se questi batteri opportunistici possano causare malattie negli astronauti dell'ISS – ha dichiarato la coautrice dello studio Aleksandra Checinska Sielaff -, ciò dipenderebbe da una serie di fattori, tra cui lo stato di salute di ciascun individuo e il modo in cui questi organismi agiscono mentre si trovano nell'ambiente spaziale”. Le ha fatto eco l'autore principale della ricerca: “È stato dimostrato che microbi specifici che vivono negli ambienti interni hanno un impatto sulla salute umana, questo è un dato ancora più importante per gli astronauti durante il volo spaziale, poiché hanno un sistema immunitario alterato e non hanno accesso ai sofisticati interventi medici disponibili sulla Terra”. Studiare e comprendere il potenziale impatto sulla salute dei microorganismi presenti sulla ISS è fondamentale anche per organizzare in tutta sicurezza i lunghi viaggi spaziali verso Marte e oltre.

Rischi per la ISS e le astronavi

Alcuni dei batteri individuati sulla Stazione Spaziale Internazionale creano sottilissimi biofilm sui quali vivono, pellicole organiche che in diversi esperimenti hanno dato dimostrazione di poter avviare processi di corrosione. Anche in questo caso, conoscerne l'impatto sui veicoli spaziali è fondamentale per poter pianificare viaggi spaziali più lunghi, durante i quali la manutenzione ordinaria potrebbe non essere effettuata. “La formazione di biofilm sulla ISS potrebbe ridurre la stabilità delle infrastrutture causando blocchi meccanici, riducendo l'efficienza di trasferimento di calore e inducendo la corrosione influenzata dai microbi”, hanno dichiarato gli autori della ricerca. I dettagli sono stati pubblicati sulla rivista scientifica specializzata Microbiome.