Ogni anno in Israele durante questo periodo migliaia di pellicani bianchi (Pelecanus onocrotalus) vengono nutriti con tonnellate di pesce nella riserva Mishmar HaSharon. Si tratta di una soluzione ideata per evitare che i grandi uccelli possano danneggiare gli allevamenti di pesce e i campi agricoli della zona. Questi magnifici volatili, che possono raggiungere i 170 centimetri di altezza per 3,5 metri di apertura alare, sono infatti estremamente voraci, e quando fanno tappa nel territorio israeliano – nell'annuale migrazione dall'Europa e dall'Asia verso l'Africa – sono così affamati che possono causare notevolissimi danni agli agricoltori e a chi si occupa di acquacoltura.

Non a caso è proprio il Ministero dell'Agricoltura del Paese a finanziare le operazioni nell'affascinante valle di Emek Hefer, a nord di Tel Aviv, dove giungono carovane di camion a scaricare il pesce azzurro direttamente nel bacino idrico dove i pellicani riposano. Quando i cassoni dei mezzi vengono svuotati, migliaia di uccelli impazziti si riversano su veri e propri fiumi di pesce, uno spettacolo incredibile che attrae appassionati di bird-watching da tutto il mondo e intere famiglie israeliane. Sono state installate vere e proprie tribune per assistervi. Sono gli stessi pescatori e agricoltori dell'area a portare il cibo ai volatili. Del resto è nel loro interesse che i pellicani non si spostino di lì. Quando il governo annunciò che non intendeva più finanziare il progetto, un proposito poi ritirato, ci furono diverse proteste accese, sostenute anche dalle associazioni ambientaliste.

Naturalmente nella riserva Mishmar HaSharon non sono presenti i soli pellicani, ma anche moltissime altre specie. Israele si trova infatti nel corridoio privilegiato che porta gli uccelli migratori a svernare in Africa, e dunque sostano nei suoi territori per recuperare le energie prima di completare il viaggio. I pellicani, specie che non desta preoccupazioni sotto il profilo della conservazione (nella Lista Rossa dell'IUCN è classificata con codice LC, rischio minimo), volano dai territori eurasiatici verso Etiopia, Ciad, Tanzania, Nigeria e altri paesi africani, dove incontrano le numerosissime colonie stanziali.

[Credit: Haim Shafir]