Dividere le pillole può essere rischioso per la salute, anche nel caso di medicinali che presentano l'incisione guida per spezzarli. Lo ha affermato all'Adnkronos il professor Nicola Ferrara, docente di Medicina interna e geriatria presso l'Università Federico II di Napoli e presidente della Sigg, la Società italiana di gerontologia e geriatria, in questi giorni riunita al 62° Congresso Nazionale nel capoluogo campano.

Ma perché dividere una pillola può metterci in pericolo? Le ragioni sono molteplici, e non riguardano la sola divisione, ma anche la triturazione e l'assunzione combinata con cibi e altri medicinali, soprattutto nel caso degli anziani. Molti farmaci, infatti, possono risultare tossici con una piccola variazione nel dosaggio, e tagliandoli a mano – ma anche con un “taglia pillole” – il rischio di non seguire l'esatta prescrizione del medico può variare almeno del 15 percento a causa di sezioni poco precise. La quantità può dunque risultare dannosa quando è superiore oppure inefficace se si assume la parte più piccola delle due.

Secondo i dati rilasciati dal professor Ferrara, l'alterazione dei farmaci coinvolge il 41 percento degli anziani, mentre il 20 percento li inserisce nei cibi, col rischio di comprometterne l'efficacia e di assumerne una quantità di molto inferiore a quella prescritta. Senza contare che in molti fanno un pericolosissimo mix di farmaci prima di assumerli. Demenza, problemi alla vista, artrite alle mani, la presenza di sondini e altre patologie sono le condizioni principali che spingono gli anziani ad alterare le medicine.

Il rischio è ridotto (ma non assente) quando si tratta di farmaci con l'incisione guida, tuttavia ve ne sono alcuni rivestiti da pellicole di protezione, per impedire la digestione dei principi nello stomaco e favorire l'assorbimento intestinale. Romperli ne compromette l'efficacia. Inoltre l'utilizzo di pestelli, coltellini o taglia pillole senza lavarli ogni volta, mischia principi attivi potenzialmente incompatibili, col rischio di scatenare allergie e intossicazioni. La rottura delle compresse può anche produrre polveri in grado di reagire col tratto respiratorio e provocare ulteriori conseguenze negative.

Insomma, per tutte queste ragioni Ferrara non solo suggerisce di evitare di tagliare i farmaci, ma chiede alle case farmaceutiche di impegnarsi nella creazione di prodotti specifici per gli anziani, esattamente come viene fatto per i neonati. Medicine in forma granulare o solubile sono ad esempio più semplici da gestire, sebbene per alcune di esse, come i beta-bloccanti, ancora non si può fare a meno di compresse e pillole.

[Credit: stevepb]