Gli uomini che si sottopongono alla vasectomia, cioè al taglio (parziale) dei dotti dell'apparato genitale per bloccare la fertilità, sono più soddisfatti della propria vita sessuale, hanno erezioni migliori e provano orgasmi migliori, inoltre l'intervento non produce alcuna riduzione nella soddisfazione e nel piacere delle donne. Lo ha determinato un team di ricerca del Dipartimento di Urologia presso il Centro Medico dell'Università di Francoforte, che ha condotto uno studio statistico coinvolgendo 294 coppie in tutto. Secondo gli studiosi, coordinati dal professor S. Vallo, la ragione potrebbe risiedere nella totale eliminazione del rischio di gravidanze indesiderate, una sorta di freno psicologico che ridurrebbe le prestazioni maschili sotto le lenzuola.

I ricercatori tedeschi sono giunti a queste conclusioni dopo aver sottoposto una serie di questionari specifici alle coppie coinvolte. Fra i partecipanti, 90 uomini vasectomizzati hanno risposto alle domande dello IIEF, acronimo di International Index for Erectile Function, un questionario standard composto da 15 domande a risposta multipla per analizzare la funzione sessuale maschile, mentre 74 donne hanno risposto alle domande dello FSFI (Female Sexual Function Index), la controparte femminile del test. Una parte degli uomini, 95 in tutto, ha risposto anche alle domande di un questionario non standardizzato sulle abitudini sessuali.

Mettendo a confronto i dati raccolti con quelli di un gruppo di controllo è emersa la maggior soddisfazione sessuale dei pazienti vasectomizzati, per i quali è aumentato anche il desiderio sessuale. Il tutto, senza avere un impatto negativo sulla soddisfazione delle partner. Gli scienziati tedeschi hanno dunque dimostrato l'efficacia della vasectomia e l'assenza di effetti negativi sulla vita di coppia, ma gli uomini che vi si sottopongono sono ancora molto pochi. Del resto, se l'operazione di resezione dei dotti deferenti è un semplice intervento di 15 minuti in anestesia locale, l'inversione è molto più impegnativa, costosa e il ‘ripristino' non è garantito.

Molti uomini preferiscono non sottoporsi a un simile intervento poiché in un futuro, magari in caso di fallimento del proprio matrimonio, potrebbero desiderare nuovamente la paternità. Lo scoglio maggiore, tuttavia, sembrerebbe essere di carattere psicologico, sebbene la virilità, come emerso dallo studio tedesco, non venga minimamente scalfita. I dettagli della ricerca sono stati pubblicati sulla pagina della US National Library of Medicine National Institutes of Health.

[Credit: Stokpic]