Il professor Ronald Mallett
in foto: Il professor Ronald Mallett

Viaggiare nel tempo potrebbe essere possibile, trasformando in realtà uno dei capisaldi della fantascienza, oltre che il sogno di miliardi di persone. A sostenerlo non è uno sprovveduto o un semplice visionario, ma l'astrofisico settantaquattrenne Ron Mallett, stimato docente presso il Dipartimento di Fisica dell'Università del Connecticut (Stati Uniti). Il professore, specializzato in buchi neri, cosmologia quantistica, astrofisica relativistica e relatività generale, ha dedicato gran parte della sua vita a lavorare sui principi e sulle equazioni per far "funzionare" una macchina del tempo. È ben conscio che non sarà egli stesso a compiere questo viaggio, ma è convinto che in futuro qualcuno riuscirà a poggiare (anche) questa pietra miliare nella ricerca scientifica.

Il sogno di viaggiare nel tempo per il professor Mallett è emerso sin da bambino, a causa di un gravissimo lutto. Quando aveva solo 10 anni, infatti, perse il padre trentatreenne a causa di un infarto, e da allora sogna di riabbracciarlo. “Era il centro della mia vita, e ancora oggi, a decenni di distanza, non riesco a farmene una ragione”, ha dichiarato lo scienziato alla CNN. A circa un anno dalla morte del padre, la lettura della versione a fumetti del romanzo “La Macchina del Tempo” (The Time Machine) dello scrittore britannico Herbert George Wells gli aprì gli occhi e alimentò la fiamma del suo sogno, che è riuscito a tenere accesa per decenni grazie a studi scientifici ad hoc. L'amore per la scienza e per la lettura trasmessi dai genitori, oltre ai numerosi anni sui libri, gli hanno permesso non solo di teorizzare il viaggio nel tempo, ma anche di sviluppare un prototipo da laboratorio per spiegarne le basi. Mallett ritiene fondamentale per il suo lavoro la relatività di Albert Einstein, nella quale sono presenti i concetti cardine per “piegare lo spazio-tempo” e rendere – almeno in linea teorica – possibile viaggiare indietro nel tempo. Lo studioso ha dichiarato alla CNN che ha iniziato a diffondere le sue teorie sui viaggi nel tempo solo dopo essere diventato professore di ruolo, ovvero dopo aver raggiunto l'apice della propria carriera, e con essa la sicurezza di non essere ridicolizzato e preso per il classico "scienziato pazzo". È rimasto particolarmente sorpreso dai contatti giunti da tutto il mondo, compresi quelli di altri scienziati che stanno coltivando il suo stesso sogno.

Ma come intende viaggiare nel tempo? Mallett nella sua intervista alla CNN ha fatto subito l'esempio dell'astronauta che, viaggiando alla velocità della luce nello spazio, una volta tornato sulla Terra avrebbe molti anni in meno rispetto a chi è rimasto sul pianeta. Un tema spesso impresso nei romanzi e nelle pellicole fantascientifiche, come il recente blockbuster hollywoodiano di Cristopher Nolan “Interstellar”. In pratica, sottolinea Mallett, “Einstein ha affermato che il tempo può essere influenzato dalla velocità”, e “maggiore è la gravità più il tempo rallenterà”. “Se riesci a piegare lo spazio – ha aggiunto lo studioso – c'è la possibilità che tu riesca a farlo ruotare. Nella teoria di Einstein, ciò che chiamiamo spazio coinvolge anche il tempo – ecco perché si chiama spazio-tempo, qualunque cosa tu faccia nello spazio succede anche al tempo”. È sulla base di questi principi che "funzionano" i cosiddetti wormhole o ponti di Einstein-Rosen, passaggi che permetterebbero di raggiungere in tempi brevi due punti dello spazio estremamente distanti.

Il professore, in parole semplici, sostiene che facendo ruotare il tempo in una sorta di anello sarebbe possibile spostarsi all'interno di esso, viaggiando all'indietro nel passato e in avanti nel futuro. Per riuscirci serve una struttura che Mallett chiama “anello-laser”, dove la luce gioca un ruolo fondamentale per piegare il tempo alle esigenze del viaggiatore. Oltre ad aver messo a punto le equazioni che definiscono teoricamente tale processo, lo studioso ha creato un prototipo basato su raggi laser utile a spiegare la sua teoria. “Un raggio circolare di luci laser potrebbe agire come una sorta di macchina del tempo, causando una torsione del tempo che permetterebbe di tornare indietro nel passato”, ha specificato alla CNN. Il limite di una tale macchina risiede tuttavia nel fatto che un ipotetico viaggio all'indietro nel tempo non potrebbe andare oltre il momento dell'accensione della macchina stessa. In parole semplici, se questa macchina venisse ipoteticamente accesa il 7 gennaio 2020, un viaggiatore nel tempo non potrebbe raggiungere date antecedenti a questa. Mallett è al lavoro per trovare una soluzione anche a questo "problema".

Il lavoro teorico dello scienziato naturalmente non ha mancato di sollevare diverse obiezioni – anche aspre – da parte di altri ricercatori, che considerano i suoi principi del tutto inapplicabili alla realtà. Altri invece sostengono il professore nella sua ricerca, sottolineando che prima o poi qualcuno troverà una soluzione agli ostacoli teorici emersi dai suoi studi. Insomma, è ancora troppo presto per viaggiare nel tempo, ma sono state gettate alcune basi che in futuro potrebbero portare a risultati significativi, perlomeno a livello sperimentale.