Chi in California assume marijuana per uso terapeutico sembra non avere dubbi: la cannabis ha un impatto positivo sul dolore. Un'indagine condotta dal Public Health Institute su 7.525 adulti ha rilevato che il 92% del campione preso in esame trae beneficio dalle infiorescenze della canapa, le quali contribuiscono in maniera determinante a ridurre il dolore. I pazienti hanno dichiarato di soffrire di artrite, emicrania, dolori costanti o tumore e la percentuale di successo del cannabinoide sembra sia stata positiva in percentuali eguali per le diverse categorie del campione preso in esame. Il risultato del nostro studio – scrivono gli autori – va a supporto di chi sostiene l'idea che la marijuana medica sia usata equamente da diversi gruppi e non esclusivamente da un gruppo in particolare".

Come ha riportato il Cannabist sulla base dell'appartenenza etnica esistono, ma sono molto ridotte. Nel dettaglio, scrivono gli studiosi, "la differenza assoluta nella prevalenza di consumo sulla base dei gruppi razziali/etnici è inferiore ai 3 punti percentuali, che non possono essere rilevanti in termini scientifici". Come ha lamentato il Cannabist, nonostante la marijuana sia stata legalizzata – per lo più per uso terapeutico – in 23 stati federati, prevale lo scetticismo.