Credit: Biorobotics Institute – Scuola Superiore Sant’Anna
in foto: Credit: Biorobotics Institute – Scuola Superiore Sant’Anna

Ricercatori italiani hanno creato un dispositivo indossabile – simile a un guanto ipertecnologico – in grado di diagnosticare il morbo di Parkinson con precisione e soprattutto con 5-7 anni di anticipo rispetto alla comparsa dei sintomi motori evidenti. Il SensHand V1, questo il nome del “super guanto”, è stato messo a punto da ricercatori del The BioRobotics Institute presso la Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, in collaborazione con i colleghi dell'U.O. Neurologia presso l'Ospedale delle Apuane (AUSL Toscana Nord Ovest) e dell'azienda Co-Robotics srl di Capannoli.

Come funziona. Com'è noto i sintomi del morbo di Parkinson si manifestano molti anni dopo l'avvio del processo di neurodegenerazione, per questo più avviene precocemente la diagnosi e migliore sono le prospettive terapeutiche. Il metodo più tradizionale per diagnosticare l patologia risiede nella valutazione dei tremori, della rigidità muscolare e della velocità dei movimenti. Il SensHand V1, grazie al supporto dell'intelligenza artificiale, riesce a valutare decine di parametri impercettibili che possono indicare lo sviluppo della malattia, prima che essa si palesi con i sintomi motori caratterizzanti.

L'esperimento. Il team italiano composto da Filippo Cavallo, Alessandra Moschetti, Dario Esposito, Carlo Maremmani ed Erika Rovini ha arruolato nella sperimentazione del SensHand V1 90 persone; 30 sane, 30 con diagnosi di Parkinson e 30 con una riduzione dell'olfatto chiamata “iposmia idiopatica”. Essa rappresenta uno dei principali fattori di rischio della malattia neurodegenerativa; è infatti un marker preclinico e si manifesta in oltre il 95 percento dei pazienti con Parkinson. Combinando tutti i dati raccolti dai sensori del SensHand V1 con quelli di un test per diagnosticare l'iposmia idiopatica, i ricercatori coordinati dal professor Cavallo hanno dimostrato che il dispositivo aveva un'accuratezza del 79 percento nell'identificare a quale dei tre gruppi appartenessero i partecipanti. La precisione, seppur ottima, prima dell'approdo nella fase clinica dovrà ulteriormente essere perfezionata dagli scienziati. I dettagli della ricerca sono stati pubblicati sulla rivista scientifica specializzata Parkinsonism & Related Disorders.