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Credere di essere infestati da parassiti, insetti, vermi e altri piccoli animali rappresenta la sintomatologia principale di un raro disturbo psichiatrico chiamato “parassitosi delirante”. Il primo caso noto in letteratura medica fu descritto a metà del XIX secolo dal dottor Charcellay De Thours, che visitò una paziente convinta di essere infestata da ragni dopo aver bevuto acqua ‘contaminata' da una fonte. Benché nei decenni successivi furono date diverse descrizioni alla patologia, chiamata con vari appellativi come “Allucinazioni Cutanee Visive”, “Ipocondria Monosintomatica” e “Ossessione Allucinatoria Zoopatica”, soltanto nel 1938 il dottor Ekbom la descrisse accuratamente in tutte le sue caratteristiche. Per questa ragione la parassitosi delirante è nota anche col nome di Sindrome di Ekbom. Ecco quello che c'è da sapere.

Cos'è la parassitosi delirante

La parassitosi delirante è un raro disturbo psichiatrico caratterizzato dalla convinzione di essere infestati su tutto il corpo (o su una specifica parte di esso) da piccoli organismi, alla stregua di vermi, ragni, insetti o invertebrati di natura indefinita. I parassiti immaginari, vere e proprie allucinazioni, possono muoversi sopra o sotto la pelle del paziente, dando vita a sensazioni di prurito, formicolio e persino punture. Chi ne soffre è così convinto di essere infestato che si provoca lesioni con lamette, coltelli, forbici, punteruoli e altri strumenti al fine di rimuovere i parassiti. Le ferite autoinferte, i lembi di pelle rimossi, capelli e fibre che restano sotto pelle a causa del continuo sfregamento (spesso scambiati per le “antenne” e le zampette dei parassiti), vengono esibiti ai medici come prova dell'infestazione in atto. Chi ne soffre si lava di continuo, applica prodotti sul corpo e fa eseguire ripetute disinfestazioni a casa, che naturalmente non portano ad alcun miglioramento della patologia. Per questa ragione c'è chi addirittura è spinto a bruciare i vestiti e ad abbandonare la propria abitazione. I pazienti sono talmente convinti dell'infestazione che non intendono farsi curare da uno psichiatra.

Chi colpisce la parassitosi delirante e quali sono le cause

La parassitosi delirante o sindrome di Ekbom, nota anche con i nomi alternativi di parassitosi allucinatoria e infestazione delirante, interessa prevalentemente persone in tarda età o comunque nella fase antecedente alla senescenza, e nella maggior parte dei casi si tratta di donne. La patologia, come si legge in un articolo pubblicato da studiosi italiani nel Journal of Pshycopathology, si manifesta in maniera improvvisa, violenta, a seguito di un evento specifico come il contatto con un animale, con i vestiti di un'altra persona o l'assunzione di una sostanza infetta. Dopo di ciò compaiono le prime allucinazioni visive e sensoriali, che spingono a infliggersi lesioni per rimuovere il problema. Curiosamente la condizione può essere indotta nelle persone mentalmente predisposte; è noto il caso di due sorelle anziane che avevano sviluppato il medesimo disturbo abitando nella stessa casa, e quello di un'altra anziana che aveva “contagiato” con la parassitosi delirante altri membri della sua famiglia.

Un disturbo non solo psichiatrico

Oltre ai fattori psicologici, la parassitosi delirante sembra essere legata anche a condizioni sociali e organiche. Per quanto concerne i disturbi fisici, la sindrome è spesso associata a leucemia linfoide, insufficienza renale cronica, diabete, ipotiroidismo, anemia perniciosa e carenza di vitamina B12. Colpirebbe soprattutto le donne in post menopausa a causa dei cambiamenti endocrinologici che questa fase della vita comporta. Curiosamente le intossicazioni da sostanze stupefacenti – come la cocaina – possono determinare sensazioni molto affini a quelle della parassitosi delirante.

Cura della parassitosi delirante

Il trattamento più efficace per la sindrome di Ekbom è attraverso il farmaco antipsicotico Pimozide, un medicinale estremamente potente da somministrare solo nei casi di assoluta necessità. I pazienti trattati con questo farmaco spesso non manifestano ricadute anche dopo aver smesso la terapia; nel caso di ricomparsa risulta sufficiente una nuova assunzione per far sparire le allucinazioni. Nella letteratura medica hanno dato segnali di efficacia anche l'aloperidolo (un altro antipsicotico) e le benzodiazepine.