Attraverso un'iniezione di cellule staminali è possibile ringiovanire le ovaie e ripristinare le mestruazioni nelle donne colpite da menopausa precoce. Lo ha dimostrato un team di ricerca dell'Università dell'Illinois di Chicago, che il 20 marzo presenterà i risultati dell'indagine in seno a una conferenza dell'ENDO 2018, il 100° incontro annuale della Endocrine Society attualmente in corso di svolgimento negli Stati Uniti.

Gli studiosi, coordinati dal professor Ayman Al-Hendy, docente di ginecologia e direttore della ricerca traslazionale presso l'ateneo americano, hanno condotto un test sperimentale con due donne colpite da insufficienza ovarica prematura (POI), una malattia che determina la menopausa precoce. I ricercatori hanno prelevato cellule staminali mesenchimali dal midollo osseo della cresta iliaca delle stesse pazienti, e con un intervento minimamente invasivo in laparoscopia le hanno iniettate direttamente nel tessuto ovarico (soltanto in una delle due ovaie, per utilizzare l'altra come controllo).

Dopo l'iniezione, l'ovaia trattata ha cominciato ad accrescersi e in breve tempo sono tornati a salire anche i livelli ormonali, come indicato dal professor Al-Hendy: “nelle due partecipanti che hanno completato il trattamento fino ad oggi – ha sottolineato lo studioso – i livelli sierici di estrogeni sono aumentati in appena tre mesi dopo l'iniezione di cellule staminali, e l'effetto è durato per almeno un anno”. A sei mesi dall'intervento sono riprese anche le mestruazioni, e le due donne non hanno manifestato alcun tipo di effetto collaterale: “l'imaging ecografico mostra un aumento significativo delle dimensioni delle ovaie trattate rispetto alle ovaie non trattate controlaterali. Nei casi completati finora, le pazienti hanno tollerato il trattamento molto bene senza complicazioni o effetti collaterali”, ha aggiunto Al-Hendy. La speranza dei medici è che possa essere regolarmente ripristinata la fertilità.

Il campione di pazienti coinvolto è naturalmente troppo piccolo per esprimere giudizi definitivi sulla pionieristica procedura, per questo i ricercatori americani stanno predisponendo un nuovo studio clinico con altre 33 donne, tuttavia la notizia è stata accolta con entusiasmo dagli esperti di ginecologia. “È la prima volta che le staminali vengono iniettate direttamente nelle ovaie. Anche se si tratta di dati preliminari, che riguardano solo due pazienti, sono molto interessanti”, ha indicato all'ANSA il professor Pasquale Patrizio, direttore del centro di Fertilità dell'Università di Yale. Recentemente hanno ottenuto un risultato analogo anche i ricercatori della Clinica Ivi di Valencia, ma in questo caso le cellule staminali sono state immesse attraverso un'arteria e non direttamente nel tessuto.

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