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Il vizio del fumo e dell'alcol, l'esposizione ad alcune sostanze inquinanti e l'uso di determinati farmaci possono favorire l'osteoporosi, una malattia sistemica dello scheletro che comporta la progressiva perdita di massa ossea. Gli scienziati sanno bene che lo stile di vita e le condizioni ambientali possono avere un impatto significativo su questa condizione, che colpisce prevalentemente le donne in post menopausa; oggi hanno finalmente compreso con quale meccanismo biologico essi agiscono, ovvero attraverso il danneggiamento della funzione dei mitocondri, che è in grado di catalizzare una produzione eccessiva di osteoclasti (le cellule responsabili della distruzione del tessuto osseo).

Ricerca americana. A determinare questo legame tra funzione dei mitocondri e osteoporosi è stato un team di ricerca americano composto da scienziati della Scuola di Medicina Veterinaria dell'Università della Pennsylvania e della Scuola di Medicina “Icahn” del Monte Sinai (New York). I ricercatori, coordinati dal professor Narayan G. Avadhani, sono giunti alle loro conclusioni dopo aver condotto alcuni esperimenti con modelli murini (topi). In parole semplici, hanno analizzato gli effetti della disfunzione dei mitocondri – le “centrali energetiche” delle cellule – su una serie di malattie, in particolar modo in relazione ai macrofagi, cellule del sistema immunitario che inglobano agenti patogeni e sostanze indesiderate. Queste cellule, infatti, possono differenziarsi in osteoclasti in determinate condizioni.

L'esperimento. Inducendo un danno a un enzima alla base della produzione di energia dei mitocondri (chiamato citocromo ossidasi C), Avadhani e colleghi hanno osservato che i macrofagi sono stati indotti a trasformarsi in osteoclasti a un ritmo decisamente più rapido, inoltre hanno osservato un'anomalia nella molecola che tiene in equilibrio il processo di demolizione del tessuto osseo e la sua ricostruzione. “In un individuo sano, il processo di degradazione e ricostruzione ossea procede in modo molto equilibrato, ma in alcune persone si producono in qualche modo molti più osteoclasti, e questo porta alla perdita ossea e all'osteoporosi”, ha dichiarato l'autore principale dello studio. Poiché il vizio del fumo, l'alcol, farmaci e inquinamento possono alterare la funzione mitocondriale, secondo Avadhani e colleghi è proprio attraverso questo processo che si catalizza l'osteoporosi, inducendo cioè una maggior produzione di cellule deputate alla distruzione del tessuto osseo e a un'alterazione del processo che lo ricostruisce. I risultati dovranno naturalmente essere confermati sull'uomo, dato che sono stati determinati solo su modelli murini. I dettagli della ricerca sono stati pubblicati sulla rivista scientifica The FASEB Journal.