Credit: Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise
in foto: Credit: Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise

Lo scorso anno sono nati 11 cuccioli di orso marsicano (Ursus arctos marsicanus) nel Parco Nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise, una splendida notizia per questa sottospecie di orso bruno – endemica del Bel Paese – seriamente minacciata di estinzione. Non a caso è inserita con codice CR (rischio critico di estinzione) nella Lista Rossa dell'Unione Internazionale per la Conservazione della Natura.

Anni positivi. Ne ha dato notizia in un comunicato stampa lo stesso Parco Nazionale, i cui ricercatori monitorano e conteggiano costantemente i (pochi) nuclei famigliari presenti sul territorio. Si tratta del terzo anno consecutivo in cui vengono registrati tra i 10 e i 12 cuccioli. Il dato più interessante, tuttavia, risiede nel fatto che non ci troviamo in annate di cosiddetta “pasciona”, ovvero quelli in cui c'è un boom di frutti di faggio e si registra dunque il maggior numero di nascite. Ciò significa, spiegano i ricercatori, che il territorio del Parco riesce a fornire sufficiente sostentamento alimentare anche al di fuori dei periodi migliori, garantendo la sopravvivenza della popolazione locale.

I numeri. Sul territorio si registra la presenza di soli 5-6 nuclei famigliari, mentre i piccoli sono nati da almeno quattro femmine. In tutto ci sono una quindicina di femmine in età fertile, poche, anche considerando il fatto che si riproducono una volta ogni 3-4 anni e che purtroppo circa il 50 percento dei piccoli è destinato a non superare il primo anno di vita. La sopravvivenza delle femmine adulte, come indicato nel comunicato, è fondamentale per la tenuta della popolazione di orso marsicano; per ogni esemplare deceduto devono infatti passare 12 anni prima di poter essere sostituito da un altro cucciolo femmina. In 11 anni, tra il 2007 e il 2018, sono morte in tutto 15 femmine adulte, delle quali 10 in età fertile. Fra esse anche quella deceduta assieme ai suoi due cuccioli all'interno di una cisterna d'acqua. Nonostante le buone notizie sul numero di cuccioli, dunque, i numeri ridotti e le minacce costanti cui è sottoposta questa questa splendida specie devono spingere a mantenere alta l'attenzione sulle misure di tutela e ripopolazione.