Il presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker ha annunciato che verrà avviato l'iter burocratico per la cancellazione del passaggio tra ora legale e ora solare, mantenendo in vigore per tutto l'anno la prima delle due. Decisioni definitive sono ancora lontane, dato che la proposta dovrà essere vagliata dal Parlamento europeo – che lo scorso 8 febbraio aveva già respinto una proposta di abolizione – e dai singoli Stati membri, inoltre non è ancora chiaro se si dovrà per forza sottostare all'ora legale o se si potrà restare anche nell'ora solare; ciò che è certa è l'intenzione di abolire il cambio di orario, una ‘ricorrenza' che cade ogni sei mesi, non senza problemi per i cittadini. L'annuncio di Juncker fa seguito a un sondaggio pubblico per tutti i cittadini UE svoltosi tra il 4 luglio e il 16 agosto 2018, nel quale l'84 percento dei partecipanti ha indicato di essere contrario al mantenimento del cambio di orario. Va sottolineato che gli italiani sono stati tra i meno interessati, dato che ha partecipato soltanto lo 0,04 percento della popolazione, contro il 3,79 percento dei tedeschi (in cima alla lista).

Se l'intero iter burocratico avrà esito positivo, in Italia dovremmo mantenere l'ora legale per tutto l'anno, cioè quella estiva, introdotta nel lontano 1966 per due ragioni ben precise: avere un'ora in più durante l'estate e soprattutto avere un considerevole risparmio energetico. Secondo le stime di Terna si tratta di circa 560 milioni di kilowattora di energia da marzo a ottobre, con un risparmio complessivo di circa 120 milioni di euro per gli italiani. L'aspetto più interessante, tuttavia, riguarda l'inquinamento, dato che sono ben 320mila le tonnellate di anidride carbonica – il principale dei gas serra – a non finire in atmosfera grazie al cambio d'ora. La CO2 è responsabile di inquinamento, cambiamenti climatici, malattie e, secondo una recente ricerca dell'Università di Harvard, anche dell'impoverimento dei raccolti, che stanno letteralmente perdendo nutrienti come ferro, proteine e zinco a causa di essa. Non a caso si stimano centinaia di milioni di persone con carenze alimentari nell'arco di pochi decenni. L'ora di luce in più durante l'estate ha inoltre benefici sul nostro umore (stimolando il neurotrasmettitore serotonina), sul sonno e sul benessere in generale, anche grazie alla produzione supplementare di vitamina D.

A voler eliminare l'ora legale sono principalmente i Paesi del Nord Europa, poiché salendo di latitudine le giornate sono normalmente più lunghe, e avere un'ora in più nei mesi estivi non offre a queste popolazioni gli stessi benefici che abbiano noi o gli altri Paesi dell'Europa meridionale. A rincarare la dose una (controversa) ricerca sostenuta dal Parlamento polacco, nella quale sono stati indicati diversi problemi fisici e sulla sicurezza legati al cambio d'ora. Stanchezza, irritazione, nausea, scarsa concentrazione e produttività sul posto di lavoro sono tra gli effetti indicati, a causa dell'impatto negativo sul nostro orologio biologico. Questa situazione favorirebbe anche gli incidenti stradali, anche se non ci sono solidi studi statistici a sostegno. Va comunque sottolineato che persone particolarmente sensibili al cambio d'ora sperimentano sensazioni equiparabili a quelle del jet leg; possono impiegare anche tre settimane prima di abituarsi alla nuova situazione.

Come indicato, la proposta verterà proprio sulla richiesta di abolire il cambio d'ora, ma decidere se rimanere solo su quella solare o su quella legale probabilmente spetterà ai singoli Paesi, in base alle specifiche convenienze. Potendo scegliere, l'Italia avrebbe un maggior vantaggio a restare sempre con le lancette spostate un'ora avanti, dunque con l'abolizione dell'ora solare annunciata da Juncker. Mantenendo l'ora legale tutto l'anno, in Italia avremmo mattine più "scure" e serate più luminose, con potenziali benefici per chi dopo il lavoro desidera dedicarsi a qualche attività all'aperto. Non a caso gli operatori turistici sono tra i più entusiasti, dato che potrebbero anticipare l'avvio e posticipare la chiusura delle proprie attività in primavera e autunno. Più ore di luce nella seconda parte della giornata, inoltre, aumenterebbero la sicurezza delle strade. La perdita di ore di luce al mattino, tuttavia, potrebbe avere un impatto negativo sulle aziende agricole, e non tutti apprezzeranno veder sorgere il Sole alle 9.

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