21 Giugno 2021
10:14

Oggi è iniziata la stagione estiva: cos’è il solstizio d’estate e perché si chiama così

Oggi, nell’emisfero boreale della Terra, siamo ufficialmente entrati nell’attesa stagione estiva. Alle 03:32 del Tempo Universale (le 05:32 ora italiana) si è infatti verificato il solstizio d’estate, il momento che determina il passaggio astronomico dalla stagione primaverile all’estate. Ecco perché questo evento si chiama così e cosa comporta.
A cura di Andrea Centini

Alle 05:32 ora italiana di oggi, lunedì 21 giugno, siamo ufficialmente entrati in estate, la stagione tipicamente associata al bel tempo, al caldo e alle vacanze. Ovviamente ciò si è verificato nell'emisfero boreale, a nord dell'equatore, poiché in quello australe o meridionale, a sud, si è invece appena entrati in inverno. Il cambio di stagione dalla primavera all'estate viene sancito da un passaggio astronomico ben definito, il solstizio d'estate, che collima con la massima altezza del Sole raggiungibile dal suo movimento (apparente) lungo la volta celeste e con il più lungo dell'intero anno, che ovviamente determina anche la notte più breve. La luce della nostra stella, infatti, quest'oggi ci accompagnerà per ben 15 ore e 14 minuti, come indicato dall'Unione Astrofili Italiani (UAI). D'ora in avanti il dì durerà sempre meno, fino a quando non raggiungerà la stessa durata della notte, nel giorno dell'equinozio d'autunno, atteso alle 21:20 ora italiana di mercoledì 22 settembre.

Cos'è il solstizio d'estate

Il solstizio d'estate non è uno giorno, ma un momento esatto, intimamente connesso al movimento apparente del Sole sull'eclittica, la proiezione celeste dell'orbita della Terra, come sottolineato dall'astrofisico Gianluca Masi del Virtual Telescope Project. Sebbene infatti sembri che sia il Sole a muoversi nel cielo, sappiamo bene che è la Terra a ruotare attorno alla stella. Al solstizio d'estate, spiega Masi, il Sole raggiunge nel cielo "la posizione più settentrionale che gli è concessa nel corso del suo moto annuale apparente attraverso lo zodiaco, lungo la proiezione celeste dell’orbita della Terra, la cosiddetta eclittica". "È proprio questa condizione che sancisce, per noi dell’emisfero boreale, il momento del solstizio d’estate: avendo il Sole raggiunto la posizione più a nord possibile, è massima la sua permanenza temporale al di sopra del nostro orizzonte. Domani, dunque, sarà massima la durata del dì, mentre sarà minima quella della notte", ha aggiunto l'astrofisico. Il solstizio d'estate è opposto al solstizio d'inverno che si è appena verificato nell'emisfero australe e che noi avremo nel “nostro” dicembre; esso è caratterizzato dall'elevazione minima del Sole rispetto all'eclittica, pertanto la durata del dì è minima e quella della notte è massima.

L'origine del nome solstizio

La parola solstizio deriva dal termine latino “solstitium”, che a sua volta è la composizione di due termini: sol, ovvero Sole, e sistere, il verbo stare, fermarsi. Pertanto solstizio significa Sole fermo. Come spiegato dal dottor Masi, “si riferisce al fatto che lo spostamento del Sole verso nord (solstizio di giugno) o sud (solstizio di dicembre) si arresta in questa data, a ridosso della quale la nostra Stella sembra appunto “indugiare” nel cielo lontano dall’equatore celeste, prima di iniziare la sua discesa/ascesa verso l’altro solstizio”. In parole semplici, durante i solstizi l'altezza del Sole sembra variare molto lentamente, come se la nostra stella fosse ferma nel cielo, da qui il termine solstitium. “Una conseguenza pratica del solstizio d’estate – spiega il dottor Masi – è che le ombre gettate a terra dagli obelischi raggiungono – in corrispondenza del mezzogiorno locale – la minima lunghezza dell’anno (essendo il Sole alla massima altezza sull’orizzonte)”. Lo scienziato sottolinea che chi vive lungo il Tropico del Cancro, quest'oggi vedrà “sparire” le ombre ai piedi di tutti gli oggetti perfettamente verticali. Come spiegato dalla UAI, l'altezza massima del Sole anche nel giorno del solstizio d'estate varia in base alla latitudine; a Palermo, che è più vicino all'equatore, supera i 75°, a Roma è di 71° e 30′, mentre a Milano è di 68°.

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