Oggi è il 14 marzo e il mondo intero celebra il Pi Greco Day, cioè la giornata dedicata alla costante matematica più famosa che, approssimata, conosciamo come 3,14. Oggi però ci festeggia anche un'altra ricorrenza, quella cioè della nascita del fisico più amato da tutti, Albert Einstein, nato appunto il 14 marzo del 1879. Certo, ad essere precisi, considerando il nostro modo di scrivere le date, noi non avremo mai il Pi Greco Day 3/14, però per questa volta lasciamoci comunque coinvolgere dai festeggiamenti.

Ma cos'è il Pi Greco?

Alcuni potrebbero rispondere ‘l'incubo degli studenti del liceo scientifico', in realtà questo valore è una costante che in matematica e fisica viene indicata con la lettere π (pi) e, nella geometria piana, rappresenta il rapporto tra la circonferenza e il diametro di un cerchio.

A cosa ci serve il π?

Questo numero irrazionale ci accompagna durante il liceo nel calcolo della circonferenza di un cerchio di raggio r (C=2πr), dell'area del cerchio di raggio r (A=πr²), dell'area di un'ellisse di semiassi a e b (A=πab), il volume di una sfera di raggio r (V=4/3πr³), la superficie di una sfera di raggio r (S=4πr²), solo per fare alcuni esempi relativi alla geometria analitica, ma ha applicazioni anche nell'analisi, nella statistica, nella fisica e nell'aerodinamica.

Quali sono le prime 100 cifre decimali del Pi Greco?

3,14159 26535 89793 23846 26433 83279 50288 41971 69399 37510 58209 74944 59230 78164 06286 20899 86280 34825 34211 70679 queste sono le prime 100 cifre decimali del π che potete provare ad imparare a memoria. Vi avvisiamo però che se puntate al record mondiale, dovrete impegnarvi molto visto che l'attuale campione del mondo viene dall'India, si chiama Suresh Kumar Sharma e si ricorda le prime 70.030 cifre del Pi Greco.

Chi ha scoperto il π Pi greco?

I primi ad utilizzare un valore approssimativo per esprimere il rapporto tra circonferenza e diametro di un cerchio furono i babilonesi che non parlavano di π ma usavano il valore 25/8. Fu poi Archimede, nel III sec a.C., a calcolare, attraverso il metodo di esaustione, le prima cifre precise del π. A rendere popolare questo valore con il simbolo π su Eulero che si rifece alla definizione del 1706 del matematico William Jones che lo utilizzò in onore di Pitagora e dalle sua iniziale di alfabeto. Era il 1761 quando Johann Heinrich Lambert dimostrò che il π era un numero irrazionale (reale ma non che non può essere scritto come frazione). Solo nel 1882 Ferdinand von Lindermann riuscì e dimostrare che il π era trascendente (numero irrazionale non algebrico).