Ormai dell uomo di Similaun conosciamo tutto, colore degli occhi e dei capelli, patologie ereditarie, intolleranze e provenienza. Da quando venne ritrovato, oltre venti anni fa, Oetzi è stato il centro dell interesse di moltissimi studiosi di tutto il mondo.

Qualche mese fa abbiamo scoperto che mangiò dei cereali assieme a della carne di stambecco, nel corso delle ultime ore che trascorse in vita; poi gli scienziati hanno cercato di comprendere quali potrebbero essere state le cause della sua morte, da molti ritenuta conseguenza di una violenta aggressione, ricostruendo nei dettagli una vera e propria “scena del delitto”. Ora, grazie al sequenziamento del genoma di Oetzi effettuato da un gruppo internazionale di ricercatori che ha pubblicato i risultati del proprio lavoro sulla rivista scientifica Nature, possiamo dire di conoscere proprio tutto, o quasi, a proposito dell’uomo del Similiaun, l’iceman più famoso al mondo e, probabilmente, la mummia maggiormente studiata della storia: fin dall'epoca del suo ritrovamento, avvenuto oltre vent'anni fa sulle Alpi Venoste, al confine tra Austria ed Italia, Oetzi non ha mai smesso di attirare l'interesse degli scienziati che sapevano che quel corpo vecchio di 5300 anni poteva dischiudere dinanzi ai nostri occhi segreti e conoscenze.

Gli antenati di Oetzi tra Sardegna e Corsica – Nel 2008 gli scienziati annunciavano di aver analizzato il DNA mitocondriale di Oetzi e di non aver trovato in esso tracce genetiche riconducibili ad un ceppo genetico ancora presente nel mondo attuale; le mutazioni contenute non erano presenti in alcuna popolazione contemporanea, cosa che aveva fatto supporre che l'uomo dei ghiacci appartenesse ad un gruppo di genti ormai scomparse dal territorio europeo. Per avere un affresco più completo degli antenati e della progenie di Oetzi e per conoscere al meglio le sue caratteristiche genetiche, il gruppo di scienziati guidato da Albert Zink dell'Istituto per le mummie e l'Iceman di Bolzano, ne ha sequenziato l'intero DNA proveniente da cellule ricavate da una scheggia dell'osso pelvico. Scoprendo che Oetzi presenta un aplogruppo del cromosoma Y (le cui mutazioni vengono utilizzate per definire i ceppi genetici e la cui diffusione è orientata su base geografica) effettivamente molto raro sul suolo europeo, ma ancora riscontrabile in popolazioni che vivono in regioni isolate, quali la Sardegna e la Corsica: probabilmente, in quell'epoca, i suoi avi vivevano su tutto il territorio, prima di spostarsi verso oriente o di ibridarsi con altri gruppi in ogni luogo, eccezion fatta per le due isole.

Grazie agli ultimi studi effettuati sulla mummia del Similaun conosciamo, ormai, tutto di Oetzi, colore degli occhi e dei capelli, patologie ereditarie, intolleranze e provenienza. Da quando venne ritrovato, oltre vent'anni fa, l'uomo dei ghiacci è stato il centro dell'interesse di moltissimi studiosi di tutto il mondo.

Come era l'uomo dei ghiacci? – Ma le informazioni relative ad Oetzi non si esauriscono, certamente, nella sua provenienza geografica: attraverso un laborioso lavoro, i ricercatori hanno potuto rivelarne le caratteristiche fisiche: l'uomo aveva occhi marroni e capelli castani, gruppo sanguigno zero e, sorprendentemente, pur seguendo una dieta certamente non grassa e pur conducendo una vita che difficilmente potrebbe essere stata «sedentaria» aveva un alto tasso di colesterolo nel sangue. In verità, doveva trattarsi di una eredità genetica: nella mummia, infatti, è stata riscontrata la presenza di arteriosclerosi, patologia cronica la cui insorgenza è legata ai fattori di rischio cardiovascolari. Insomma, Oetzi soffriva dei medesimi acciacchi di cui si soffre oggi e, probabilmente, se non fosse stato vittima di un agguato o di un incidente, sarebbe morto di infarto, anche se respirava aria pulita, mangiava poco e sano, anche se aveva un fisico asciutto ed era sempre in movimento come, senza dubbio, le condizioni dell'esistenza di quell'epoca obbligavano a fare.

Malattie ed intolleranze – Attraverso le analisi, sono emerse anche le tracce del genoma del Borrelia borgdorferi, un batterio che si trasmette attraverso le zecche causando la malattia di Lyme, disturbo che si manifesta tramite eritema cutaneo, febbre alta e dolori muscolari. Infine l'organismo di Oetzi presentava anche un'intolleranza al lattosio, caratteristica, in verità, particolarmente diffusa tra alcune popolazioni di area mediterranea: il che, ancora una volta, ci riporta verso il Vicino Oriente dove, probabilmente, parenti o discendenti di Oetzi potrebbero essersi spostati in età neolitica. Le strade attraverso le quali è capace di guidarci la mummia del Similaun, alla ricerca delle sue tracce più antiche, sono veramente lunghissime ed affascinanti: del resto, sono le medesime vie lungo le quali si è costruita tutta la storia della nostra umanità, tortuoso cammino che, da quel ghiacciaio sulle Alpi in cui Oetzi ha riposato indisturbato per secoli, conduce fino a noi.