Credit: Eric Erbe/Agricultural Research Service
in foto: Credit: Eric Erbe/Agricultural Research Service

Un nuovo antibiotico sperimentale ha dimostrato di essere molto efficace contro i resistenti batteri Gram-negativi, responsabili di alcune delle più difficili da trattare e letali infezioni. Si tratta del Cefiderocol, messo a punto da scienziati della casa farmaceutica giapponese Shionogi. Benché il farmaco abbia ottenuto risultati clinici paragonabili a quelli di un antibiotico già commercializzato, l'imipenem cilastatina, per gli scienziati si tratta di un traguardo di grande interesse scientifico, poiché promette di essere una nuova arma contro i "superbatteri" resistenti ai farmaci.

La principale ragione dell'entusiasmo risiede nel meccanismo d'azione dell'antibiotico, completamente differente da quello dei comuni farmaci analoghi. In parole semplici, il medicinale agisce come una sorta di ‘cavallo di Troia', legandosi al ferro – necessario per il metabolismo dei microorganismi – e sfruttandolo per bypassare doppia membrana e sistemi di difesa dell'obiettivo. In questo modo riesce a penetrare all'interno dei batteri e distruggerli. Poiché gli antibiotici tradizionali continuano a perdere di efficacia contro i superbatteri, una minaccia a livello globale che secondo le stime potrebbe causare un morto ogni 3 secondi nel 2050, avere un nuovo farmaco che ne supera i meccanismi di difesa – sempre più resistenti – dona nuove speranze al loro contrasto. Anche perché ha offerto segnali molto positivi in uno studio clinico di Fase 2.

Per verificare l'efficacia del Cefiderocol gli scienziati guidati dal dottor Simon Portsmouth, ricercatore presso la sede americana Shionogi Inc, hanno coinvolto 448 pazienti con età superiore ai 18 anni finiti in ospedale per una grave infezione del tratto urinario o infezioni renali non complesse. Erano tutte causate da batteri Gram-negativi noti per presentare segni di resistenza agli antibiotici, come Escherichia coli, Klebsiella pneumoniae e Pseudomonas aeruginosa. Scelti a sorte, 300 pazienti sono stati trattati col nuovo farmaco sperimentale, mentre i restanti 148 hanno ricevuto infusioni con l'antibiotico imipenem cilastatina. I trattamenti sono durati da 7 a 14 giorni in base ai singoli casi.

Dall'analisi statistica dei dati non solo è emerso che il Cefiderocol ha ottenuto risultati clinici molto simili al farmaco tradizionale, ma ha anche mostrato una più rapida ed estesa eradicazione degli agenti patogeni. È stato inoltre molto ben tollerato dai pazienti, con eventi avversi come diarrea, nausea, vomito e stitichezza in numero leggermente inferiore rispetto a quelli riscontrati col trattamento a base dell'antibiotico classico. “Il Cefiderocol è risultato essere sicuro e tollerabile in una popolazione di pazienti anziani che erano molto malati con condizioni di comorbilità complesse e una vasta gamma di agenti patogeni multiresistenti. I nostri risultati indicano il Cefiderocol come un nuovo approccio che potrebbe essere usato per superare la resistenza Gram-negativa”, ha dichiarato l'autore principale dello studio.

Nonostante i risultati promettenti, il farmaco deve essere ancora testato in pazienti con infezioni resistenti anche al farmaco imipenem cilastatina e ad altri carbapenemi. Solo in questo modo si riuscirà a capire se permetterà davvero di fare un grande salto di qualità verso la guerra ai temuti superbatteri. Si attendono al riguardo ulteriori studi, ma i risultati sin qui ottenuti rendono molto più vicina l'approvazione da parte dell'FDA americana, che al momento ne sta vagliando l'efficacia. I dettagli della ricerca sono stati pubblicati sull'autorevole rivista scientifica The Lancet Infectious Diseases.