un esemplare di Plecturocebus parecis, la nuova specie di scimmia titi. Credit: Alberto Caldeiras; Manoel Pinheiro
in foto: un esemplare di Plecturocebus parecis, la nuova specie di scimmia titi. Credit: Alberto Caldeiras; Manoel Pinheiro

Nel cuore della Foresta Amazzonica è stata scoperta una nuova specie di scimmia titi, un piccolo primate arboricolo del Nuovo Mondo appartenente alla famiglia Pitheciidae. La nuova scimmia era nota agli scienziati da circa un secolo, tuttavia sino ad oggi si riteneva che si trattasse di una variante del titi nero cenerino (Plecturocebus cinerascens). Grazie ad accurate indagini genetiche e morfologiche, tuttavia, è stato determinato che si tratta di una specie a sé stante, che i tassonomisti hanno deciso di chiamare Plecturocebus parecis, dal nome dell'omonimo altopiano brasiliano nello Stato di Rondonia, dove la scimmia vive in piccoli gruppi famigliari.

A scoprire e descrivere la nuova specie di titi è stato un team di ricerca internazionale guidato da scienziati dell’Università dello Stato del Mato Grosso, che hanno collaborato a stretto contatto con i colleghi dell'Instituto Nacional de Pesquisas da Amazônia, del Dipartimento di Scienze Anatomiche presso l'Università Stony Brook di New York, del Primate Conservation Director – Global Wildlife Conservation di Washington e di diversi altri centri di ricerca sudamericani. Gli scienziati, coordinati dal professor Almério Câmara Gusmão, docente presso il Celbe Pantanal Laboratory of Mammalogy del BIONORTE Graduate Program, hanno deciso di indagare sulle scimmie quando nel 2011, durante una verifica sullo stato di conservazione della foresta pluviale, si accorsero di alcune significative differenze tra i gruppi di scimmie titi della specie Plecturocebus cinerascens.

Varie specie di scimmie titi messe a confronto, compresa la nuova. Credit: Primate Conservation 2019
in foto: Varie specie di scimmie titi messe a confronto, compresa la nuova. Credit: Primate Conservation 2019

Dall'analisi genetica è emerso che alcune popolazioni di quella che veniva considerata un'unica specie presentavano una divergenza nei geni che arriva fino al 2,7 percento, superiore a quella che separa l'essere umano dallo scimpanzé (Pan troglodites). Anche l'esame morfologico ha fatto emergere differenze significative. La nuova specie non ha un manto cenerino praticamente uniforme come Plecturocebus cinerascens, ma presenta un dorso fortemente rossastro, oltre che barba, “basette”, mani e piedi biancastri. Anche l'estremità della lunga coda – necessaria per mantenere l'equilibrio sugli alberi – è bianca, mentre quella del titi nero cenerino è grigia e uniforme con la pelliccia. Le somiglianze sono notevoli tra le varie specie di titi, ma piccoli dettagli possono permettere un riconoscimento abbastanza agevole per gli esperti.

La specie, presente nello Stato del Mato Grosso e in quello di Rondonia, vive a quote piuttosto elevate in piccoli gruppi imparentati fra loro. Purtroppo si trova nel cuore del cosiddetto “Arco della Deforestazione”, un'area della Foresta Amazzonica minacciatissima da incendi e dal disboscamento per far posto a coltivazioni (in particolar modo mais e soia), nuove strade e allevamenti. Per questa ragione Câmara Gusmão e colleghi hanno proposto all'Unione Internazionale per la Conservazione della Natura di classificare la specie come “minacciata” nella Lista Rossa. I dettagli sulla nuova specie di titi sono stati pubblicati sulla rivista scientifica specializzata Primate Conservation.