A marzo del 2014 la comunità scientifica gioì per la scoperta di quella che allora venne sintetizza "eco del Big Bang", l'esplosione primordiale che avrebbe dato origine all'Universo. L'entusiasmo venne spento pochi mesi dopo, quando a settembre le informazioni provenienti dal telescopio Plank dell'Esa (Agenzia Spaziale Europea) rivelarono che i dati su cui aveva lavorato la Harvard University non erano così "puliti". Una nuova smentita arriva dall'incrocio dei dati del Plank e dal Keck Array in Antartide. John Kovac, responsabile del BICEP2 e ricercatore presso l'Harvard University, ha spiegato che

Quando rilevammo per la prima volta il segnale ci affidammo ai modelli d'emissione di polvere galattica disponibili all'epoca. Modelli che sembravano indicare che la regione di cielo scelta per le osservazioni presentasse un contributo in polarizzazione dalla polvere assai inferiore al segnale da noi rilevato.

La parte dello spazio in cui il telescopio BICEP2 aveva "ascoltato" il Big Bang, insomma, non era così pulita: quella giunta a noi non era alcuna eco primordiale, ma solo polvere galattica.

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