Il plasma dei convalescenti/guariti dalla COVID-19, l'infezione provocata dal coronavirus SARS-CoV-2, non protegge i pazienti colpiti dalla forma grave della malattia da ulteriori complicazioni, inoltre non riduce il rischio di morire per essa. In altri termini, il plasma ricco di anticorpi dei convalescenti/guariti non è efficace contro l'infezione. A far crollare il “mito” di questa terapia, considerata una delle più promettenti in assoluto soprattutto durante i mesi della prima ondata della pandemia, è stato uno studio randomizzato controllato con placebo, considerato il “gold standard” della ricerca scientifica.

A determinare l'inefficacia del trattamento è stato un team di ricerca internazionale guidato da scienziati argentini dell'Hospital Italiano de Buenos Aires, che hanno collaborato a stretto contatto con i colleghi del Dipartimento di Virologia della Fondazione Leloir Institute, della Swiss Medical di Buenos Aires, dell'Hospital Universitario Austral di Pilar, del National Institute of Allergy and Infectious Diseases (NIAID) presso i National Institutes of Health di Bethesda (Stati Uniti) e di altri centri di ricerca. Gli scienziati, coordinati dal professor Ventura A. Simonovich, sono giunti alle loro conclusioni dopo aver sottoposto una parte dei pazienti ospedalizzati con polmonite grave indotta dal coronavirus SARS-CoV-2 al trattamento col plasma, e confrontando i loro esiti clinici con quelli di altri pazienti trattati con un placebo, il classico gruppo di controllo.

In tutto sono stati ammessi allo studio 333 pazienti, 228 dei quali trattati col plasma dei convalescenti e 105 col placebo (rapporto di 2:1). Il principale criterio che ha garantito l'accesso alla sperimentazione è stata la desaturazione dell'ossigeno, una delle complicazioni ben note per chi sviluppa la forma severa della COVID-19. Al trentesimo giorno dall'infusione del placebo o del plasma, il professor Simonovich e i colleghi non hanno osservato nella distribuzione dei risultati clinici “nessuna differenza significativa tra il gruppo del plasma da convalescente e il gruppo placebo”, si legge nell'abstract dello studio. Ancor più rilevante il riscontro sul rischio di morire per COVID-19: “La mortalità complessiva è stata del 10,96% nel gruppo con plasma convalescente e del 11,43% nel gruppo placebo, con una differenza di rischio di -0,46 punti percentuali (95% CI, -7. Da 8 a 6.8)”. Ciò significa che non è stata rilevata alcuna differenza statistica significativa: placebo e plasma dei convalescenti, in pratica, presentavano il medesimo livello di rischio. Tra i due gruppi, inoltre, non è stata rilevata alcuna differenza tra la comparsa di effetti avversi ed ed eventi avversi gravi. Gli scienziati hanno anche osservato che al secondo giorno dal trattamento, i titoli anticorpali totali del SARS-CoV-2 erano tendenzialmente più elevati nel gruppo trattato col plasma.

I risultati dello studio “A Randomized Trial of Convalescent Plasma in Covid-19 Severe Pneumonia” pubblicato sulla rivista scientifica “The New England Journal of Medicine”, considerata la più autorevole in assoluto in campo medico, sono stati commentati anche dal professor Matteo Bassetti, direttore della Malattie infettive all'ospedale San Martino di Genova. Lo scienziato ha scritto in un post su Facebook che si è detto dispiaciuto di “deludere le aspettative di molti, ma il plasma dei guariti non funziona”. Naturalmente sarà necessario attendere le conclusioni di altri studi, ma i risultati di questa approfondita indagine appaiono chiari ed evidenti.