Remdesivir, il farmaco antivirale autorizzato per il trattamento della malattia da coronavirus, non previene il decesso tra i pazienti. Lo indicano i dati ad interim dello studio Solidarity Trial coordinato dall’Organizzazione Mondiale di Sanità (OMS) su oltre 11mila persone ricoverate di 30 Paesi. Ai partecipanti allo studio sono stati somministrati quattro farmaci singolarmente o in combinazione: remdesivir, idrossiclorochina, lopinavir, interferone o interferone più lopinavir, e circa 4.100 pazienti non hanno ricevuto alcun trattamento farmacologico.

Remdesivir non riduce il tasso di mortalità nei pazienti Covid-19

Nessun farmaco in studio ha ridotto in modo definitivo la mortalità (in pazienti non ventilati o qualsiasi altro sottogruppo di caratteristiche di ingresso), l'inizio della ventilazione o la durata del ricovero – scrivono i ricercatori su MedRxiv. Remdesivir, l'idrossiclorochina, la combinazione lopinavir/ritonavir e i regimi a base di interferone “sembrano avere un effetto minimo o nullo sulla mortalità a 28 giorni o sul decorso ospedaliero del Covid-19 tra i pazienti ricoverati”.

Remdesivir, originariamente sviluppato come trattamento per Ebola ed epatite C, interferisce con la replicazione dei virus, bloccando la sintesi di nuovi geni virali. Diversi studi precedenti avevano indicato la scarsa utilità dell’idrossiclorochina e del lopinavir come trattamenti contro il coronavirus. Meno dati sono stati pubblicati sull’interferone, una molecola prodotta dal sistema immunitario in risposta ai virus. Su remdesivir, gli studi avevano riportato che il farmaco aveva ridotto il tempo di guarigione dei pazienti gravi senza aver mostrato di prevenire la morte nei pazienti Covid-19.