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Le lavatrici ad alta efficienza energetica, progettate per lavorare a temperature più basse e per risparmiare energia, potrebbero contenere batteri resistenti agli antibiotici e veicolarli all'esterno attraverso il bucato. Lo ha determinato un team di ricerca internazionale guidato da scienziati dell'Ospedale Universitario di Bonn, Germania, che hanno collaborato a stretto contatto con i colleghi dell'Istituto di Microbiologia Medica, Immunologia e Parassitologia del Venusberg-Campus e della Scuola di Igiene e Medicina Tropicale presso l'Università di Londra.

Gli scienziati, coordinati dalla professoressa Ricarda M. Schmithausen, docente presso l'Istituto di Igiene e Salute pubblica dell'ospedale tedesco, sono giunti a questa conclusione dopo aver descritto un caso specifico avvenuto in un reparto di terapia intensiva neonatale di un ospedale pediatrico in Germania. Tutto è iniziato dalle analisi condotte sui piccoli ricoverati (neonati prematuri in incubatrici o colpiti da infezioni), che rilevarono la presenza di colonizzazioni del batterio Klebsiella oxytoca. Si tratta di un microorganismo che produce beta-lattamasi a spettro esteso, un composto in grado di bloccare l'azione degli antibiotici beta lattamici. Hanno questa capacità l'Escherichia coli e altri batteri del genere Klebsiella.

Dopo aver scartato tutte le possibili fonti della colonizzazione batterica, che fortunatamente non ha scatenato infezioni nei piccoli, Schmithausen e colleghi hanno individuato la minaccia nella lavatrice ad alta efficienza energetica del reparto, un modello comune di uso domestico. Una volta rimossa è sparita anche la contaminazione. Si è trattato fra l'altro di un episodio di grave negligenza, poiché negli ospedali (e in particolar modo in quelli tedeschi) si utilizzano lavatrici professionali con trattamenti specifici, proprio per limitare al massimo la possibile contaminazione di batteri. Ciò, tuttavia, non elimina il rischio per chi utilizza questi modelli a casa, soprattutto se sono coinvolte persone che hanno necessità di assistenza medica. “Se le persone anziane che necessitano di cure infermieristiche con ferite aperte o cateteri vescicali, o le persone più giovani con lesioni o infezioni suppurative si trovano a casa, il bucato deve essere lavato a temperature più elevate o con disinfettanti efficienti, per evitare la trasmissione di agenti patogeni pericolosi”, ha dichiarato il professor Martin Exner, coautore dello studio e direttore dell'Istituto per l'igiene e la salute pubblica dell'ateneo tedesco. “Questa è una sfida crescente per gli igienisti, poiché il numero di persone che riceve assistenza infermieristica da famigliari è in costante aumento”, ha aggiunto lo specialista.

Naturalmente saranno necessari studi specifici e più approfonditi per sapere quale sia l'effettivo rischio di formazione di questi batteri nelle lavatrici ad alta efficienza (che operano al di sotto dei 60° centigradi), anche perché non si è capito in che modo sia finito il Klebsiella oxytoca nella lavatrice dell'ospedale tedesco. Nel frattempo gli studiosi suggeriscono di rivedere la progettazione e il modo di lavorare di queste lavatrici, perché c'è il rischio che nell'acqua residua che si accumula possano formarsi pericolosi agenti patogeni. I dettagli della ricerca sono stati pubblicati sulla rivista scientifica specializzata Applied and Environmental Microbiology.