Nei prossimi decenni circa l'8 percento dell'intera superficie terrestre (emersa) potrebbe essere soggetta al fenomeno della subsidenza, uno sprofondamento del terreno potenzialmente catastrofico. L'impatto avrebbe una portata enorme in termici economici e sociali, tenendo presente che nell'area coinvolta vive ben il 19 percento della popolazione umana attuale, ovvero 1,2 miliardi di persone. A lanciare l'allarme su questo rischio un team di ricerca internazionale guidato da scienziati dell'Istituto geologico e minerario della Spagna (Instituto Geológico y Minero de España), un ente di ricerca gestito dal Ministero dell'Economia e della Competitività che opera in stretta collaborazione con la Società geologica spagnola ( Sociedad Geológica de España).

Come indicato nell'abstract dello studio, il fenomeno della subsidenza è provocato da un'ampia gamma di fattori scatenanti, sia di origine naturale che antropica (cioè derivati dalle attività umane), ma il principale meccanismo è legato allo spostamento di fluidi e solidi dal sottosuolo. Esso è particolarmente significativo dove le falde acquifere sono costantemente sotto pressione, il cui esaurimento determina un abbassamento dell'elevazione del terreno che spazia da centimetri a decimetri ogni anno, anche su aree di migliaia di chilometri quadrati. Questo fenomeno, spiegano gli scienziati coordinati dal Gerardo Herrera-García, oltre a provocare conseguenze al settore agricolo, con lo schiacciamento delle cavità "si riduce in modo permanente la capacità di stoccaggio del sistema acquifero", inoltre determina voragini, danneggia edifici e infrastrutture civili e catalizza il rischio di inondazioni.

Nei prossimi decenni la richiesta di acqua aumenterà in modo significativo a causa dell'aumento della popolazione mondiale e dell'economia, pertanto il fenomeno potrebbe essere inasprito sensibilmente. Anche la siccità sempre più grave e frequente e gli altri effetti dei cambiamenti climatici potrebbero avere un impatto significativo, come le variazioni nelle precipitazioni, le inondazioni “e una maggiore evapotraspirazione”, spiegano Herrera-García e colleghi. Gli scienziati hanno condotto uno studio di revisione coinvolgendo numerose ricerche che hanno indagato sul fenomeno della subsidenza, e hanno determinato che l'abbassamento del terreno a causa dell'esaurimento delle falde acquifere si è verificato in circa 200 località di oltre trenta Paesi. Tra i Paesi più colpiti vi sono il Messico, dove il terreno sprofonda fino a 30 centimetri all'anno, e l'Iran, dove alcune città perdono 25 centimetri, ma il fenomeno è presente anche nella Pianura Padana, dove alimenta il rischio di inondazioni. Ben il 25 percento dei Paesi Bassi si trova sotto al livello del mare principalmente a causa del fenomeno della subsidenza, mentre il governo indonesiano vuole spostare la capitale nel Borneo, dato che Jakarta rischia letteralmente di sprofondare. Nel corso di decenni il fenomeno può risultare estremamente significativo, come a Tokyo, dove l'abbassamento è stato di ben 4 metri nel corso del secolo scorso, mentre in California la Central Valley si è abbassata di 9 metri, come indicato da IFLScience.

Per giungere alle loro conclusioni gli scienziati si sono avvalsi di numerosi dati geologici e climatici, attraverso i quali hanno determinato che ben 12 milioni di chilometri quadrati sono minacciati dal fenomeno della subsidenza, ovvero l'8 percento della superficie terrestre emersa. Come indicato, 1,2 miliardi di persone potrebbero essere interessate dal problema, la maggior parte delle quali concentrate in Asia. Ma l'impatto della subsidenza sarà significativo anche altrove, come nei già citati Paesi Bassi e in Egitto, per un totale di 1.600 grandi città coinvolte (oltre la metà delle quali esposte al rischio di inondazioni). A causa della qualità dei dati sarà tuttavia necessario condurre indagini più approfondite. I dettagli della ricerca “Mapping the global threat of land subsidence” sono stati pubblicati sull'autorevole rivista scientifica Science.