Credit: Francescodib
in foto: Credit: Francescodib

Dopo decenni di studi e ipotesi, è stata finalmente data una spiegazione alle misteriose dimensioni del buco al centro dell'affascinante nebulosa Rosetta (NGC 2237), che in base ai calcoli dovrebbe essere molto più grande di quanto appare. Il foro, in parole semplici, è così piccolo a causa della forma della nebulosa stessa, che sarebbe originata da una sottile nube molecolare e non da un massiccio agglomerato di gas e particelle. Lo hanno dimostrato gli scienziati della School of Physics and Astronomy presso l'Università di Leeds (Gran Bretagna), grazie a una serie di complesse simulazione matematiche.

Per elaborarle gli studiosi coordinati dal professor Christopher Wareing, un esperto di fluidodinamica computazionale, hanno sfruttato un potentissimo supercomputer del Centro di Ricerca Computazionale Avanzata della città del West Yorkshire. Il macchinario ha “macinato” dati ininterrottamente per migliaia di ore, tanto che per completare gli stessi cicli di calcoli con un normale PC da scrivania sarebbe stato necessario attendere ben 57 anni.

Credit: Francescodib
in foto: Credit: Francescodib

Ma perché le dimensioni del buco erano un vero e proprio mistero? Semplicemente, il foro era considerato troppo piccolo per le caratteristiche astronomiche dell'ammasso stellare sito nel cuore della nebulosa. Le stelle di cui è composto, infatti, sono molto vecchie, e poiché questi astri producono vento solare che spazza via polveri e gas delle nebulose, a quell'età veneranda età – alcune sono a metà del loro ciclo – avrebbero dovuto generare un'apertura molto più ampia, almeno dieci volte di quella che appare.

Allora com'è possibile che sia rimasto così piccolo? I calcoli del supercomputer hanno trovato una soluzione all'enigma nella formazione della nebulosa Rosetta, che dista 5mila anni luce dalla Terra. Secondo i calcoli, essa sarebbe stata generata da un sottile strato di gas molecolari, disposto su un piano orizzontale come un foglio di carta a forma di disco, e non da un ammasso di particelle sferico. Solo con una simile struttura è possibile spiegare un buco così piccolo. Con tutte le altre opzioni sarebbe infatti risultato molto più grande. I dettagli dell'affascinante ricerca sono stati pubblicati sulla rivista scientifica Monthly Notices della Royal Astronomical Society.

[Credit: Francescodib]