Denti molto simili a quelli dell'uomo di Neanderthal (Homo neanderthalensis) sono stati trovati in due siti preistorici italiani, quello di Fontana Ranuccio (Anagni) nel Lazio, a circa 50 chilometri da Roma, e quello di Visogliano in Friuli-Venezia Giulia, a meno di 20 chilometri da Trieste. I reperti hanno un'età stimata di 450mila anni e sono tra i più antichi in assoluto (di questo genere) rinvenuti nel nostro Paese e non solo. Si tratta di una scoperta di grande rilevanza scientifica poiché riscrive la storia delle popolazioni umane che nel Pleistocene popolavano l'Eurasia; i denti, infatti, suggeriscono una divergenza molto precoce tra i lignaggi che hanno dato vita all'uomo di Neanderthal e all'uomo moderno (Homo sapiens), la nostra specie. Inoltre indicano l'esistenza di una diversità umana più variegata di quanto sospettato in precedenza nel Pleistocene medio.

A scoprire i denti è stato un team di ricerca internazionale guidato da paleontologi dell'Università di Tolosa III Paul Sabatier, che hanno collaborato con colleghi del Centro Studi e Ricerche “Enrico Fermi” di Roma, dell'Università di Pisa, del SYRMEP Group Elettra-Sincrotrone Trieste ScpA, del Centro Nacional de Investigación sobre la Evolución Humana (CENIEH) di Burgos (Spagna) e di altri istituti. Gli scienziati, coordinati dal professor Clément Zanolli dell'ateneo francese, dopo aver recuperato i denti li hanno sottoposti a sofisticati esami, come scansioni microtomografiche a raggi X ad alta risoluzione e approfondite analisi morfologiche. Dai risultati delle indagini è emerso chiaramente che i denti somigliavano più a quelli dell'uomo di Neanderthal che a quelli dell'uomo moderno. Tra i dettagli “sibillini” lo smalto della corona, lo spessore della dentina, le proporzioni del tessuto della corona di premolari e molari e la morfologia della cavità pulpare.

Ricostruzione 3D dei denti recuperati: credit Zanolli et al.
in foto: Ricostruzione 3D dei denti recuperati: credit Zanolli et al.

L'uomo di Neanderthal, sottolinea Zanolli, è collocabile in un finestra temporale compresa tra i 100mila e i 40mila anni fa – tra gli 80mila e i 50mila anni fa si sarebbe ibridato più volte con l'uomo moderno – ma la dinastia precedente non è ben conosciuta dagli studiosi. Dei denti così simili a quelli dei Neanderthal indicano che i loro "antenati" – e quindi il loro corredo genetico – erano presenti nella Penisola italiana da centinaia di migliaia di anni prima. "Le analisi della struttura interna dei denti è simile anche a quella degli antichi abitanti della Sierra di Atapuerca in Spagna, anch’essi legati evolutivamente ai Neanderthal, ritrovata nel sito di Sima de los Huesos. Ciò indica che il modello morfologico dentale neanderthaliano si era preconfigurato nell’Europa Occidentale in un periodo almeno tra 430 e 450mila anni fa", ha dichiarato Zanolli. Questi reperti sono tra i pochi assieme a quelli recuperati ad Atapuerca Sima de los Huesos e a Caune de l'Arago di Tautavel (Francia) che lasciano una prima firma del lignaggio dei Neanderthal in Europa occidentale. I dettagli dello studio sono stati pubblicati sulla rivista scientifica PloS ONE.