Credit: Oasi LIPU di Castel Guido
in foto: Credit: Oasi LIPU di Castel Guido

Sei splendidi cuccioli di lupo sono nati la scorsa primavera nel cuore delle foreste alla periferia della Capitale, lungo il Litorale Romano. Si tratta di una notizia meravigliosa che giunge ad appena un anno dall'eccezionale evento riproduttivo registrato lo scorso anno, grazie alla coppia composta da Numa e Aurelia. Per comprendere quanto sono importanti queste nascite sotto il profilo ecologico, basti sapere che nell'area romana non si vedevano coppie fertili di lupo da oltre cento anni.

A dare l'annuncio della cucciolata l'Oasi LIPU di Castel Guido, che sul proprio profilo Facebook ha condiviso le meravigliose immagini dei piccoli, immortalate con videotrappole piazzate in punti strategici della foresta. Nel breve filmato di una trentina di secondi si possono ammirare tre “lupacchiotti” mentre giocano fra loro, si rincorrono e saltellano, mostrando grande energia e una salute di ferro.

Dalle analisi condotte dagli esperti sugli escrementi recuperati nell'area, i lupi romani si nutrono nella stragrande maggioranza dei casi (95 percento del totale) di carne di cinghiale, che trovano in abbondanza. Ciò significa che il potenziale impatto del branco di lupi su allevamenti e bestiame è praticamente nullo. Ma gli studi genetici effettuati presso i laboratori zooprofilattici di Lazio e Toscana hanno fatto emergere un altro dettaglio con una nota di tristezza; il padre dei cuccioli non è Numa, ma un altro lupo che i ricercatori hanno deciso di chiamare Tullo.

Se la nuova coppia dominante è formata da Aurelia e Tullo, che fine ha fatto Numa? Per gli scienziati molto probabilmente il lupo è morto, dato che è stato sostituito da un altro maschio riproduttore. Le cause della morte, come sottolineato nel post della LIPU, possono essere molteplici e spaziano dalle cause naturali ai fattori antropici, come il bracconaggio o l'investimento su una strada. Ciò che è certo è che i lupi in Italia stanno lentamente riprendendo il posto che gli spetta per natura, dopo secoli di persecuzioni che li hanno portati sull'orlo dell'estinzione. Solo gli interventi di tutela e conservazione avviati dagli anni '70 del secolo scorso hanno permesso una lenta e graduale ripresa, che oggi possiamo festeggiare con la nascita di sei piccoli pieni di vita.