Quattro grandi capodogli (Physeter macrocephalus) sono morti dopo uno spiaggiamento di massa avvenuto sull'isola di Sumatra, in Indonesia. Gli esemplari deceduti facevano parte di un branco composto da dieci individui: nove si sono spiaggiati, mentre uno è rimasto in acque profonde, restando comunque vicino ai compagni agonizzanti. Teatro della tragedia la spiaggia di Ujong Krueng nella provincia di Aceh, balzata agli onori della cronaca per il devastante tsunami che il 26 dicembre 2004 fece in tutto oltre 230mila vittime.

Centinaia di cittadini e turisti si sono riversati sulle spiagge per provare ad aiutare i maestosi cetacei, i più grandi odontoceti – cetacei con denti – del pianeta che possono raggiungere i 18 metri di lunghezza per 52 tonnellate di peso. Purtroppo per quattro di essi non c'è stato nulla da fare, anche per le difficoltà logistiche nel riuscire a spostarli. In quest'area, del resto, i capodogli e le grosse balene si spiaggiano molto raramente, e dunque mancavano esperienza e attrezzatura adeguate per intervenire, come ha sottolineato Sapto Aji Prabowo, il responsabile per la conservazione della natura di Aceh. Alcuni esemplari sono stati legati con corde alla base della pinna caudale per trascinarli nell'acqua profonda, e il tentativo, di concerto con le spinte ‘a mano' di tutti i volonterosi accorsi, ha salvato la vita a cinque animali.

Uno dei capodogli morti aveva serie ferite nell'area ventrale, molto probabilmente causate da una barriera corallina. Non è chiaro se si sia fatto male perché giunto nell'area già malato o se quelle ferite possano essere alla base del fatale spiaggiamento; secondo i biologi marini è molto probabile che i cetacei abbiano seguito il capobranco disorientato sino alla costa di Ujong Krueng. Nel 2016 un altro capodoglio è stato trovato morto sulla spiaggia di Banda Aceh, mentre negli anni precedenti furono osservati spiaggiamenti di balene pilota o globicefali, cetacei noti per gli spiaggiamenti di massa e le brutali mattanze della grindadrap, alle isole Faroe.