C’è un male che sta tornando ad essere diffuso nel nostro Paese e che è sottovalutato nei suoi reali rischi: il morbillo, malattia non più soltanto dell’infanzia ma che colpisce soprattutto persone adulte. Nel 2014 sono stati registrati in Italia 1.517 casi: si tratta dell’incidenza più alta in tutta l’Unione Europea, dove per lo stesso anno di riferimento sono stati contati 4.735 contagi totali. E l’età media dei pazienti è di 23 anni, con punte soprattutto tra i trentenni, proprio perché circa 10/15 anni fa è andata scemando l’abitudine di vaccinare i propri figli contro il morbillo.

Il problema del vaccino

La vaccinazione anti-morbillo, infatti, non è obbligatoria e questo sta portando ad un lenta e strisciante ri-comparsa del virus: l’obiettivo del 100% di popolazione vaccinata, fatto che avrebbe definitivamente debellato la malattia, non è mai stato raggiunto e, ad oggi, l’85% di quelli che si ammalano sono proprio i non vaccinati. Questo sta accadendo perché, come sottolineato in occasione della conferenza tenutasi a Roma The state of health of Vaccination in the Ue, si sta sempre più diffondendo l’idea per cui il morbillo non costituisce un pericolo. Tanta colpa va anche ad una certa informazione pseudoscientifica, brillantemente veicolata da internet, che mira a persuadere una fetta il più ampia possibile di cittadini sull'inutilità dei vaccini e, soprattutto, su tanti presunti danni collaterali.

Il morbillo uccide ancora oltre 100.000 bambini ogni anno

Eppure basterebbe pensare che nel nostro Paese, come in molti altri, fino a pochi decenni fa si poteva morire facilmente anche per una malattia come il morbillo per comprendere l’importanza della prevenzione. Oltretutto il male causato da Paramyxovirus continua ad uccidere, specialmente in precise aree del mondo: nel 2012 sono stati 122.000 i casi a decorso fatale, ossia 330 al giorno, per lo più tra bambini di età inferiore ai cinque anni; numeri che fanno ancora del morbillo una delle cause principali di morte tra la giovane popolazione. Tale cifra è comunque il risultato di un impressionante miglioramento, dato che rispetto all'anno 2000 i casi sono scesi del 78%. E nel 1980, prima della diffusione dei vaccini, i morti all'anno erano 2,6 milioni. Insomma, il vero pericolo, quello concreto e reale, si annida assai più nella possibilità che la malattia torni ad essere mortale anche da noi, come era fino a non molto tempo fa. Non è più il caso, soprattutto per i genitori e per gli adulti, di indugiare dinanzi alle paure diffuse in rete da tanta disinformazione poiché quest’ultima costituisce il vero pericolo.