Sembra incredibile che ancora oggi si possano scoprire nuove specie di animali di enormi dimensioni, eppure un'equipe internazionale di biologi marini e genetisti, coordinata dall'Università Murdoch di Perth (Australia), ha appena classificato un pesce che può raggiungere i tre metri di lunghezza. Il vertebrato, chiamato dagli scienziati Mola tecta, è un parente strettissimo del comune pesce luna (Mola mola), il pesce osseo più grande del pianeta – gli squali sono cartilaginei – con le sue 2,2 tonnellate di peso massimo: quest'ultimo è presente anche nel Mar Mediterraneo ed è possibile osservarne diversi esemplari nei più grandi acquari d'Europa, come quello di Lisbona e Genova.

Analogamente alla specie sorella, il Mola tecta possiede una riconoscibilissima forma ovoidale molto compressa ai lati, con una piccola bocca che termina con una sorta di becco a causa della fusione dei denti. Se ne differenzia poiché non presenta la medesima protuberanza ed altri lievi dettagli anatomici, ben evidenti negli esemplari adulti. Sino ad oggi le due specie sono state confuse fra loro, ma grazie a un test genetico condotto da ricercatori giapponesi una decina di anni fa vi era la certezza che qualcosa si “nascondesse” nella famiglia Molidae, attualmente composta da tre generi e cinque specie. Il nome tecta, dal latino tectus, è stato scelto proprio perché sta a significare una specie nascosta; non a caso anche per il nome comune inglese è stato scelto Hoodwinker Sunfish (sunfish è il nome dato a tutti i pesci luna).

Grazie a tre anni di studi condotti da Marianne Nyegaard della Scuola di Veterinaria e Scienze della Vita dell'ateneo australiano, che ha analizzato in tutto 27 pesci tra l'Australia e la Nuova Zelanda, è stato finalmente possibile dare un nome alla nuova specie e classificarla ufficialmente. I campioni sono stati prelevati sia da animali in mare che da esemplari spiaggiati. L'ultima volta che si classificò un nuovo pesce luna avvenne ben 125 anni fa. “La nuova specie è riuscita a sfuggire alla scoperta per quasi tre secoli, celandosi nella disordinata storia tassonomica dei pesci luna – ha sottolineato la Nyegaard -, in parte anche perché sono animali così difficili da preservare e studiare, persino per i musei di storia naturale”.

Secondo il team di ricerca la nuova specie si nutre in profondità di organismi come le meduse (nello stomaco di uno degli esemplari sono stati stati trovati resti di salpe, invertebrati planctonici gelatinosi), inoltre predilige le acque fredde rispetto al comune Mola mola. I dettagli della ricerca sono stati pubblicati sulla rivista scientifica specializzata Zoological Journal.

[Foto di Patrick Yananton]