Undici teschi dalla peculiare forma allungata sono stati trovati in un sito archeologico del Paleolitico nella Cina nordorientale. Hanno un'età compresa tra 12mila e 5mila anni fa. In alcuni casi la calotta cranica è così deformata e oblunga da ricordare da vicino la testa dello spietato xenomorfo, la creatura ideata dal compianto Carlo Rambaldi per la celebre saga cinematografica Alien. Non si tratta fortunatamente né di alieni né di altre mostruosità terrestri, bensì di esseri umani sottoposti alla cosiddetta tecnica della deformazione cranica artificiale.

La scoperta. A scoprire i teschi è stato un team di ricerca internazionale guidato da scienziati dell'Università Jilin, Cina, che hanno collaborato a stretto contatto con i colleghi del Dipartimento di Scienze Biomediche presso l'Università Texas A & M di Dallas e dell'Università Tecnologica Nanyang di Singapore. Gli scienziati, coordinati dal professor Qun Zhang, docente presso la Scuola di Archeologia dell'ateneo cinese, li hanno trovati tra il 2011 e il 2015 nel sito di Houtaomuga, già foriero di interessanti scoperte in passato. In tutto sono stati trovati 25 teschi, e come indicato undici fra essi mostrano caratteristiche deformità.

Cos'è la deformazione cranica artificiale. La tecnica della deformazione cranica artificiale è nota da moltissimo tempo, e i reperti più antichi risalgono a ben 45mila anni fa; si tratta di due teschi di uomini di Neanderthal opportunamente trattati. Per deformare i crani, infatti, diverse culture fasciavano in modo molto stretto la testa dei neonati ancora malleabile – le ossa non sono fuse – e quindi in grado di seguire la forma desiderata. Talvolta si utilizzavano anche tavole e altri strumenti per fare da guida. Non si esclude che in alcuni casi la deformazione possa essere stata involontaria, ad esempio fasciando la testa ai bambini per evitare che si facessero male. Nella maggior parte dei casi, tuttavia, si trattava di una pratica consolidata per sottolineare il rango sociale di chi era sottoposto al trattamento.

I crani cinesi. Il caso degli undici crani cinesi, appartenenti a 5 adulti (quattro uomini e una donna) e sei bambini, è particolarmente significativo perché è la prima volta che si trovano prove dell'utilizzo della tecnica per un tempo così prolungato, circa 7mila anni. Anche la disposizione dei reperti suggerisce un utilizzo della deformazione sistematica e non casuale. I teschi erano tutti in tombe verticali, a volte nella stessa sepoltura, ed erano a fianco di altre dove le persone seppellite avevano un cranio normale. Ciò suggerisce che alcuni erano stati trattati appositamente per ottenere l'effetto desiderato. Saranno condotte ulteriori indagini per scoprire significato e origini delle deformazioni. I dettagli della ricerca sono stati pubblicati sulla rivista scientifica American Journal of Physical Anthropology .

[Foto credit: American Journal of Physical Anthropology .]