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in foto: Credit: IAA

Una inquietante maschera di roccia calcarea risalente a 9mila anni fa è stata recuperata in un campo agricolo a sud di Hebron, in Cisgiordania. Il reperto del Neolitico è stato scoperto da un uomo mentre passeggiava nei pressi del terreno, che dopo averlo raccolto l'ha immediatamente consegnato negli uffici dell'Antiquities Theft Prevention Unit della Israel Antiquities Authority (IAA).

Gli archeologi hanno studiato il prezioso artefatto per mesi, ma ne hanno annunciato la scoperta solo in questi giorni, in occasione del meeting annuale della Israel Prehistoric Society. Chi costruì la maschera l'ha sapientemente levigata e modellata, creando fori per gli occhi, un naso, denti separati e perfino linee simmetricamente perfette degli zigomi. “Scoprire una maschera fatta di pietra, con un tale livello di finitura, è molto eccitante”, ha dichiarato l'archeologa Ronit Lupu della IAA. Si tratta dunque di una vera e propria opera d'arte preistorica, realizzata molto probabilmente da un membro di una popolazione di agricoltori-raccoglitori. All'epoca queste comunità stavano iniziando ad abbandonare il nomadismo per fondare i primi insediamenti di agricoltori.

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“Le maschere di pietra sono legate alla rivoluzione agricola”, ha dichiarato in un comunicato stampa il dottor Omry Barzilai, studioso a capo del Dipartimento di ricerca archeologica presso l'IAA. “Il passaggio da un'economia basata sulla caccia e sulla raccolta all'agricoltura e all'addomesticamento degli animali è stato accompagnato da un cambiamento nella struttura sociale e da un forte aumento delle attività religiose rituali”, ha aggiunto lo studioso, sottolineando che i reperti rituali di quel periodo sono di diverso tipo e abbracciano statuette dalle sembianze umane, teschi modellati e maschere di pietra.

L'utilizzo rituale della maschera calcarea è dunque ritenuto il più probabile per gli studiosi, in particolar modo in seno a cerimonie funerarie. Agli apici dell'artefatto sono stati trovati fori che molto probabilmente servivano per legarlo al volto di un uomo o magari a un palo. In Israele sono note altre maschere affini del Neolitico, tuttavia sono quasi tutte conservate in collezioni private e non se ne conoscono dettagli e provenienza. In questo caso gli archeologi sono a conoscenza del luogo del ritrovamento e lo stanno setacciando in cerca di nuovi, preziosi reperti. Dagli scavi sono emersi diversi teschi umani intonacati con gesso, un rituale che era apparentemente diffuso nelle attuali terre della Cisgiordania. Alcuni di questi teschi, talvolta arricchiti con conchiglie al posto degli occhi, sono stati trovati sotto i pavimenti delle antiche abitazioni. La nuova maschera è stata esposta al Museo archeologico Rockefeller di Gerusalemme Est.