Uno è Scott Kelly, astronauta NASA, l'altro è Mikhail Kornienko, cosmonauta della ROSCOSMOS: entrambi erano partiti dal cosmodromo di Baikonour in Kazakistan, il 28 marzo dello scorso anno, a bordo della missione Expedition 43. Entrambi sono rientrati questa mattina, mentre in Italia erano le 4:32, nelle steppe kazake, dopo una missione della durata annuale, assieme ad un altro cosmonauta russo, Sergei Volkov.

Un anno in orbita…

La One Year Mission è nata anche con l'obiettivo di osservare e comprendere le reazioni del corpo umano nell'ambiente spaziale: un aspetto fondamentale per tentare di ridurre al minimo i rischi che potrebbero derivare dalle future missioni di esplorazione verso Marte, che avranno una durata considerevole.

Una permanenza da record per la NASA che ha salutato Kelly come il primo astronauta americano a passare un anno nello spazio: «Il suo contributo ha reso l'esplorazione umana di Marte più vicina» ha commentato Charles Bolden, numero uno dell'agenzia spaziale statunitense.

Da destra: Scott Kelly, Sergei Volkov e Mikhail Korniyenko, intenti a riposare, immediatamente dopo l’atterraggio avvenuto nei pressi della città di Dzhezkazgan, circondati dal personale di Terra.
in foto: Da destra: Scott Kelly, Sergei Volkov e Mikhail Korniyenko, intenti a riposare, immediatamente dopo l’atterraggio avvenuto nei pressi della città di Dzhezkazgan, circondati dal personale di Terra.

… Per studiare il corpo umano

Va ricordato che gli studi sull'organismo di Scott Kelly si avvalgono di un "campione" davvero particolare. Scott ha infatti un gemello, Mark Kelly, anch'egli astronauta: dopo il rientro, dunque, i dati relativi ai due gemelli saranno confrontati, al fine di individuare eventuali piccoli cambiamenti che potrebbero essere stati provocati dalla microgravità. Dei due individui, geneticamente identici, si dovranno rilevare differenze nel sistema immunitario, nell'espressione genica, nella circolazione sanguigna, nel microbioma e nella lunghezza dei telomeri associata, come è noto, all'invecchiamento cellulare.

Tali informazioni saranno integrate con gli studi già condotti nei laboratori della Stazione Spaziale Internazionale: esperimenti che, per decine di ore, hanno tenuto impegnati gli astronauti per verificare le reazioni di un organismo immerso in un ambiente straordinario come quello della ISS.

Astronauta e giardiniere

Scott Kelly è stato il giardiniere che, con le sue cure amorevoli, si è occupato delle zinnie, i primi fiori germogliati nello spazio: un esperimento che, pur avendo incontrato non poche difficoltà e pur presentando enormi criticità legate all'illuminazione, si è rivelato un autentico successo. Ma Kelly ha anche assaggiato, assieme al collega Kjell Lindgren e all'astronauta giapponese Kimiya Yui, la prima lattuga cresciuta a bordo della ISS, anch'essa nella piccola serra Veggie.

La Stazione Spaziale Internazionale adesso

Adesso a bordo della ISS è rimasto Tim Kopra, comandante americano, e il britannico Tim Peake, dell'Agenzia Spaziale Europea, assieme al russo Yuri Malenchenko: non c'è più molta folla, al momento, ma per il 18 marzo è già previsto l'arrivo di un nuovo equipaggio, con l'americano Jeff Williams e i russi Alexey Ovchinin ed Oleg Skripochka.