Un migliaio di trichechi (Odobenus rosmarus) ha inspiegabilmente invaso una spiaggia nei pressi di Port Heiden, in Alaska, superando di dieci volte il numero degli abitanti della piccola cittadina, appena 104. La pacifica colonizzazione è una vera e propria sorpresa per i residenti, che in passato avevano incontrato solo saltuariamente questi giganteschi mammiferi marini, lunghi fino a 3,5 metri e con un peso che può raggiungere i 1700 chilogrammi.

A scoprire i trichechi è stato il presidente del Consiglio tribale di Port Heiden John Christensen Jr., mentre transitava a bordo di un quad su una spiaggia. A un certo punto si è imbattuto in un cattivissimo odore, e ha immaginato che si trattasse di una carcassa in putrefazione. “Pensavamo fosse causato da un animale morto – ha dichiarato Christensen -, quindi ci siamo messi a cercare lontre e foche, in modo da segnalarle alla LEO (Local Environmental Observer Network)”. Dopo aver seguito la scia del cattivo odore, dopo circa tre chilometri hanno visto spuntare in aria delle curiose forme bianche, senza capire subito di cosa si trattasse. Erano le lunghe zanne d'avorio (i canini) dei trichechi, che crescono per tutta la loro vita: possono arrivare a un metro di lunghezza e 5,4 chilogrammi di peso. Gli animali avvistati al primo incontro erano circa 200, ma nel giro di pochi giorni, su una spiaggia un po' più distante, sono stati contati fino a mille esemplari.

Ma perché i trichechi si sono radunati in un luogo così insolito per loro? Normalmente, infatti, questi mammiferi marini stazionano sugli isolotti ghiacciati a circa 200 chilometri di distanza da Port Heiden, nel Mare di Bering, ma quest'anno deve essere successo qualcosa che ha modificato le loro abitudini. Secondo Joel Garlich-Miller, un biologo marino del Fish and Wildlife Service, molto probabilmente l'invasione è legata alla ricca disponibilità di cibo nell'area o all'indisponibilità nei luoghi abituali. La tranquilla spiaggia di Port Heiden deve esser parsa loro un luogo perfetto per riposare e lanciarsi alla caccia di grossi molluschi, che sgranocchiano in quantità.

Ma sul comportamento dei pesanti pinnipedi aleggia lo spettro del riscaldamento globale; le alte temperature potrebbero infatti aver impedito al ghiaccio di formarsi più a sud, spingendo gli animali a restare più tempo nel Mare di Bering settentrionale e costringendoli a cercare nuovi luoghi dove stazionare. I rischi del contatto con l'uomo sono molteplici; uno dei maggiori, per gruppi così numerosi, sono le possibili calche mortali in seguito a uno spavento. I trichechi potrebbero lanciarsi in acqua all'improvviso, schiacciandosi e travolgendosi a vicenda provocando numerose vittime.

[Credit: John Christensen Jr.]