Michelangelo era un mancino naturale, ma tendeva a utilizzare la mano destra a causa dei pregiudizi. In epoca rinascimentale, durante la quale il pittore, scultore, poeta e architetto di Caprese è vissuto, le opinioni negative preconcette nei confronti di chi utilizzava la mano sinistra erano molto forti, in particolar modo verso quegli artisti a stretto contatto con l'ambiente ecclesiastico. A snocciolare l'evoluzione della manualità di Michelangelo Buonarroti il dottor Davide Lazzeri, esperto di medicina applicata all'arte che lavora presso il reparto di Chirurgia plastica ricostruttiva ed estetica della Clinica Villa Salaria (Roma).

L'autore degli affreschi della Cappella Sistina continuava a usare la sinistra per i lavori che richiedevano forza, come scolpire e cesellare, ma sin da giovanissimo si è addestrato a usare la destra proprio per evitare problemi con i suoi datori di lavoro. Lo studioso italiano ha dettagliato la teoria attraverso l'analisi del tratto applicato alle opere dipinte dall'artista, compreso l'autoritratto – una caricatura – nascosto nel ritratto dedicato alla poetessa Vittoria Colonna, un'opera eseguita nel 1525 e oggi esposta al British Museum di Londra. In questo disegno Michelangelo si ritrae mentre dipinge con la destra.

Recentemente gli studi di Lazzeri hanno anche evidenziato una dolorosissima artrite degenerativa alla mano sinistra di Michelangelo, che tuttavia ha continuato a lavorare fino a pochi giorni prima della morte, avvenuta a 88 anni. A suffragio della teoria sulla manualità di Michelangelo c'è anche una biografia del suo assistente Raffaello da Montelupo, che descrive l'artista come un mancino naturale, addestrato sin da giovane per diventare destrimano. I dettagli della ricerca italiana sono stati pubblicati sulla rivista scientifica Clinical Anatomy.

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